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Una sufficienza piena per il debut album dei Throne Una sufficienza piena per il debut album dei Throne Hot

Una sufficienza piena per il debut album dei Throne

recensioni

gruppo
titolo
Pestilent Dawn
etichetta
Redefining Darkness Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Blackened Death Metal 

FFO: Belphegor, Hate, Behemoth, Dark Funeral, Angelcorpse 

LINE UP: 
Nathan Barnes - vocals, guitars 
Joe Kesserling - guitars 
Leslie Drake - bass 
Kollin Perpignani - drums 

TRACKLIST: 
1. Intro [01:16] 
2. Amongst the Sinners, They Came Forth [03:20] 
3. In the Midst of Chaos [04:08] 
4. And They Shall Weep [03:42] 
5. Eternity in Mourning [01:41] 
6. Pestilent Dawn [03:21] 
7. Born of Death [03:08] 
8. Beyond Malice [04:38] =ASCOLTA= 
9. All Creation Wept [03:59] 
10. Humanity's Dusk [01:41] 

Running time: 30:54 

opinioni autore

 
Una sufficienza piena per il debut album dei Throne 2021-04-12 17:15:27 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    12 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Si formano nel 2014 come side project degli ex-Winterus Nathan Barnes (voce/chitarra) e Kollin Perpignani (batteria) i Throne, Blackened Death band che rilasciato dapprima un EP nel 2018, "Altar of the Dying", per poi arrivare tramite Redefining Darkness Records all'uscita del primo full length, il qui in esame "Pestilent Dawn". Dopo diversi ascolti, si è arrivati sempre alle stesse conclusioni: il sound dei Throne può sembrare per certi versi manieristico. Meglio spiegarsi: il sound dei Throne è quanto di più "classico" si possa chiedere al genere, con influenze che spaziano tra i 'soliti' Belphegor, Behemoth, Hate, Angelcorpse, pur non mancando sprazzi di ferocissimo Black Metal svedese (Dark Funeral) e passaggi orientati verso lo US Death (Hate Eternal, Morbid Angel, Suffocation). Lungi dall'essere in qualsivoglia modo innovativo, "Pestilent Dawn" è un album che comunque ha i suoi non pochi spunti d'interesse, grazie soprattutto ad una prestazione dei Nostri che potremmo definire muscolare: dando il giusto spazio a melodie figlie della scuola svedese, i Throne attaccano a testa bassa andando a tutta tra colate laviche di riff ed una sezione ritmica improntata anzitutto sulla velocità e la brutalità. Ciò che riesce a non rendere monotono questo primo album del quartetto statunitense è però la scelta - saggia a nostro avviso - dei Throne di puntare su brani diretti e dalla durata che si aggira tra i 3 ed i 4 minuti, per un computo totale di mezz'ora di massacro sonoro.
La giusta durata, un'ottima produzione ed una prova soddisfacente dei singoli musicisti, fa sì che "Pestilent Dawn" raggiunga in modo quanto mai agevole la sufficienza; prendendolo come un biglietto da visita non ci si può lamentare, ma è anche lecito per il futuro aspettarsi qualcosa di più che il semplice seguire le orme dei veterani.

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