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Brutto dirlo forse, ma ascoltando questo disco degli O.E. ci si chiede come mai altri gruppi siano senza etichetta Brutto dirlo forse, ma ascoltando questo disco degli O.E. ci si chiede come mai altri gruppi siano senza etichetta Hot

Brutto dirlo forse, ma ascoltando questo disco degli O.E. ci si chiede come mai altri gruppi siano senza etichetta

recensioni

titolo
The Rotted Plinth of Sachiel
etichetta
Stillbirth Records
Anno

PROVENIENZA: Canada 

GENERE: Brutal Death Metal/Goregrind 

FFO: Disentomb. Mortician, Torsofuck, Disgorge (Mex) 

LINE UP: 
Jesse Agiomamitis - vocals 
Caleb Simard - guitars. bass, drums 

TRACKLIST: 
1. The Rotted Plinth of Sachiel [03:38] 
2. Facial Gutting [02:56] 
3. Bloodrot & Blazing Sun [03:32] =ASCOLTA= 
4. Flayed Tellurian Husk [02:54] =ASCOLTA= 
5. Fervid Genital Skinning [02:25] 
6. Alluvial Maelstrom of Frenzied Self-Mutilation [02:16] 
7. The Rose of Jericho [03:13] 
8. At the Gates of Unyielding Abuse [00:35] 
9. Profane Psalms Carved into the Palms of God [04:06] =ASCOLTA= 

Running time: 25:35 

opinioni autore

 
Brutto dirlo forse, ma ascoltando questo disco degli O.E. ci si chiede come mai altri gruppi siano senza etichetta 2021-04-12 19:02:47 Daniele Ogre
voto 
 
1.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    12 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Venticinque minuti di estrema brutalità: può essere riassunto in quelle poche parole il primo full length dei canadesi Onchocerciasis Esophagogastroduodenoscopy (d'ora in avanti semplicemente OE per comodità), band che si muove a cavallo tra Brutal Death "morticiano", Slam e Goregrind. E' insomma un groove pesantissimo a farla da padrone assoluto in questo "The Rotted Plinth of Sachiel", appena rilasciato da Stillbirth Records, label statunitense associata alla più nota Gore House Productions. Un album fatto di riffoni pieni, una batteria incessantemente tellurica... ma anche di una produzione non sempre "sul pezzo" (a volte alcuni suoni vanno a coprirne altri) ed una voce intelligibile. Anzi, a dirla tutta sembra di sentire il gorgoglio di un lavandino otturato: ora, c'è di sicuro chi saprà apprezzare questo tipo di sonorità e questo modo di cantare (sort of...), ma andando a guardare con occhio (e orecchio) critico questo primo lavoro su lunga distanza degli OE bisogna purtroppo esser franchi e dire che i contro superano di gran lunga i pro; basti dire che nell'insieme "The Rotted Plinth of Sachiel" è un disco sul piano musicale altamente caotico, mentre per il cantato possiamo solo dire di prendere come esempio "Flayed Tellurian Husk": non si capisce se sia qualcuno con problemi digestivi o che si sta strozzando con un plumcake. Insomma, senza tanti giri di parole: passate serenamente oltre.

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