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Quindicesimo album per i Sovrani Assoluti del Death Metal: con un Rutan nel motore tornano i Cannibal Corpse Quindicesimo album per i Sovrani Assoluti del Death Metal: con un Rutan nel motore tornano i Cannibal Corpse

Quindicesimo album per i Sovrani Assoluti del Death Metal: con un Rutan nel motore tornano i Cannibal Corpse

recensioni

titolo
Violence Unimagined
etichetta
Metal Blade Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death Metal 

LINE UP: 
George "Corpsegrinder" Fisher - vocals 
Rob Barrett - guitars 
Erik Rutan - guitars 
Alex Webster - bass 
Paul Mazurkiewicz - drums 

TRACKLIST: 
1. Murderous Rampage [04:07] =ASCOLTA= 
2. Necrogenic Resurrection [03:06] 
3. Inhumane Harvest [04:33] =VIDEO= 
4. Condemnation Contagion [04:17] 
5. Surround, Kill, Devour [04:10] 
6. Ritual Annihilation [03:48] 
7. Follow the Blood [04:39] 
8. Bound and Burned [04:04] 
9. Slowly Sawn [03:30] 
10. Overtorture [02:28] 
11. Cerements of the Flayed [04:09] 

Running time: 42:51 

opinioni autore

 
Quindicesimo album per i Sovrani Assoluti del Death Metal: con un Rutan nel motore tornano i Cannibal Corpse 2021-04-17 13:56:01 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    17 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Se il nuovo lavoro degli Helloween è con ogni probabilità il disco più atteso dell'anno, in seconda piazza - e primo fra quelli estremi - non può che esserci "Violence Unimagined", quindicesimo album in studio dei leggendari Cannibal Corpse, una delle poche bands che riescono a rimanere sulla cresta dell'onda anche con il passare del tempo e dopo un numero considerevole di album: persino altri Grandi Veterani come Obituary e Morbid Angel hanno subito nel corso della loro carriera qualche battuta d'arresto, mentre invece i CC restano anno dopo anno IL caposaldo della scena Death Metal mondiale riuscendo a non mutare mai la propria proposta, ma al contempo riuscendo a dare alle loro composizioni una freschezza che al trentatreesimo anno di carriera appare quasi come miracolosa. Per quanto riguarda questa nuova fatica, un po' del merito crediamo vada ascritta alla new entry in formazione: fuori per le note vicende un mostro come Pat O'Brien, Alex Webster e soci non si sono persi d'animo andando a reclutare un veterano che fa diventare oro qualsiasi cosa tocchi, "Mr. Death Metal" Erik Rutan; è innegabile come si riconosca subito la mano di Rutan nelle undici tracce che compongono la massiccissima tracklist di "Violence Unimagined", disco che a nostro avviso riesce anche a superare in magnificenza lavori grandiosi come gli ultimi "A Skeletal Domain" e "Red Before Black", andando a toccare vette che probabilmente il solo "Kill" - il miglior album dei CC per chi vi scrive - ha raggiunto. Bastano i primissimi secondi dell'opener "Murderous Rampage" per stamparsi in faccia un sorriso di compiacimento: bastano quei 3-5 secondi per capire che ci troviamo davanti all'ennesimo lavoro superlativo del Cadavere Cannibale. E se il biglietto da visita rappresentato dai due singoli, l'arrembante già citata "Murderous Rampage" ed il groove monolitico di "Inhumane Harvest", riesce a darne convinzione, il resto di "Violence Unimagined" non è affatto da meno, con un lotto di brani che si andranno a scoprire solamente ascoltando l'album (fatta eccezione per "Condemnation Contagion", di cui è online un guitar playthrough di mr. Rutan) che suona 100% Cannibal Corpse, andando a formare una fotografia perfetta di come lo stato di grazia dei Nostri sia ormai imperituro. Possiamo citare "Necrogenic Resurrection", piuttosto che una "Ritual Annihilation" o una "Slowly Sawn", ma si andrebbe a far torto ai restanti pezzi in scaletta, tra le quali la 'thrashy' "Surround, Kill, Devour"; così come credo sia ormai inutile dire di che prestazione mostruosa hanno offerto i Nostri, da un Corpsegrinder sempre mastodontico dietro al microfono fino ad un Alex Webster che dimostra una volta in più come sia il miglior bassista in ambito Death Metal.
Sostanzialmente questa recensione si poteva aprire e concludere semplicemente con la frase: "E' un nuovo album dei Cannibal Corpse, vi chiedete pure perché comprarlo?". E' ormai un dato di fatto da anni che ogni nuovo lavoro dei CC possa essere preso a scatola chiusa, visto che questa band non sbaglia MAI un colpo. Una band, per citare le parole di Alex Webster a dei nostri colleghi, che non vuole inventare nulla di nuovo, ma che vuole che ogni nuova canzone non sfiguri con quanto fatto in precedenza. Missione compiuta, Alex. Missione compiuta.

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