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Scuola svedese e britannica s'incontrano nel secondo album dei Deathswarm Scuola svedese e britannica s'incontrano nel secondo album dei Deathswarm Hot

Scuola svedese e britannica s'incontrano nel secondo album dei Deathswarm

recensioni

titolo
Forward into Oblivion
etichetta
F.D.A. Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Bolt Thrower, Memoriam, Asphyx, Dismember, Entombed, Carnage 

LINE UP: 
Heval Bozarslan - vocals 
Anders Eriksson - guitars 
Johan Haag - guitars 
Nicklas Gelotte - bass 
Alvaro Svanerö - drums 

TRACKLIST: 
1. We Still Burn [05:50] =ASCOLTA= 
2. Unshackle the Jackal [05:16] =ASCOLTA= 
3. Where Death Is Recrowned [06:20] =ASCOLTA= 
4. Army of Shadows [05:59] 
5. Unblessed Be Catharsis [04:41] 
6. The Poet and the Meat Cleaver [04:41] 
7. Deus Ex Nihilo [05:22] 
8. The Eating Blood [05:52] 
9. In the Wells They Await [05:32] 

Running time: 49:33 

opinioni autore

 
Scuola svedese e britannica s'incontrano nel secondo album dei Deathswarm 2021-04-18 11:25:59 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Debuttano con "Shadowlands of Darkness" (2019, Chaos Records) e tornano oggi a due anni di distanza con "Forward into Oblivion" i deathsters svedesi Deathswarm, passati intanto sotto l'egida della label teutonica F.D.A. Records. Una seconda prova soddisfacente per il quintetto scandinavo, autore di una prova coriacea e muscolare lungo i quasi 50 minuti dell'album; pur portando in dote i "soliti" rimandi alla vecchia scuola svedese (Carnage, Dismember...), i Deathswarm mostrano di avere un occhio di riguardo anche per le sonorità britanniche e centro europee: non mancano infatti richiami alle cadenza battagliere dei Bolt Thrower (e degli odierni Memoriam), così come certe velleità Death/Doom à la Asphyx. Il risultato è un disco abrasivo in cui feroci accelerate, pesanti momenti cadenzati e melodie taglienti si rincorrono e si intersecano in un vortice in cui i Nostri non si concedono un attimo di requie; e il tutto a far da muraglia sonora attorno la voce "alla carta vetrata" di Heval Bozarslan. I tre singoli apripista - che sono anche le tre tracce che aprono "Forward into Oblivion" - sono perfetta fotografia dell'ampio spettro di cui è composto il sound dei Deathswarm, dalle feroci e telluriche "We Still Burn" e "Unshackle the Jackal" fino alla possente "Where Death Is Recrowned", in cui lo spirito di gentaglia come Bolt Thrower, Hail of Bullets, Memoriam, Asphyx prende il sopravvento. Altra menzione al merito la si deve ad un paio di brani posti saggiamente a metà album, "Unblessed Catharsis" e "The Poet and the Meat Cleaver", mentre, seppur di pregevole fattura, i pezzi in fondo soffrono un po' l'alto minutaggio complessivo. Ecco, forse un leggero snellimento generale avrebbe probabilmente giovato maggiormente, ma è solo un dettaglio all'interno di un disco che, per quanto ci riguarda, supera abbondantemente la sufficienza: un 7 tondo tondo per i Deathswarm ed il consiglio a voi di buttarci un ascolto, con la sicurezza che non ne rimarrete delusi.

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