A+ A A-
 

Un album completamente diverso dal solito: il terzo lavoro del progetto russo Utburd Un album completamente diverso dal solito: il terzo lavoro del progetto russo Utburd Hot

Un album completamente diverso dal solito: il terzo lavoro del progetto russo Utburd

recensioni

gruppo
titolo
Story of Frozen Souls
etichetta
Satanath Records / More Hate Productions
Anno

PROVENIENZA: Russia

GENERE: Atmospheric/Depressive Black Metal

TRACKLIST:
01. Farewell... Farewell (Intro)
02. Ice Cerberus
03. Eye Of The Storm =ASCOLTA=
04. The Unknown Shore
05. The Tentacles Of Winter =ASCOLTA=
06. The Land Of Fierce Frosts
07. Eternal Cold
08. Stories Of World Winds
09. Impenetrable Sadness

LINE-UP:
Tuor - Vocals, All instruments
Galina Bogdanova - guest vocals (track 1)
Iulia Zachatceva - guest vocals (track 9)

opinioni autore

 
Un album completamente diverso dal solito: il terzo lavoro del progetto russo Utburd 2021-04-21 16:49:09 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    21 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Della one man band Utbutd, progetto russo la cui mente risponde al nome di Tuor, nome d'arte di Vitaly Goryunov, si era già parlato nel 2018. All'epoca del secondo album, la recensione fu negativa, in quanto sottolineò quanto la band fosse musicalmente valida ed interessante ma altrettanto dispersiva. In breve: i brani non risultavano in qualche modo finalizzati, e quindi ci si perdeva durante l'ascolto.
Oggi torniamo a parlare di questa interessante realtà con occhi nuovi, grazie al qui presente "Story of Frozen Souls", licenziato da Satanath Records e More Hate Productions. Un album che si differenzia rispetto ai precedenti e che finalmente ci mostra un sound veramente ma veramente complesso e stratificato ma al contempo sempre puntato verso un'unica direzione, salvo qualche svista di tanto in tanto. Ma andiamo con ordine.
L'atmospheric black proposto da Tuor è sempre quello, ma questa volta si arricchisce di non pochi elementi depressive e funeral doom davvero notevoli. Il che va a braccetto con il concept attorno a cui l'opera si snoda: l'esplorazione dell'Antartide, la scoperta di nuove terre e i primi viaggi. L'immagine collettiva degli eroi-scopritori James Ross, Ernest Shackleton e Robert Scott, condita con la storia di Edgar Allan Poe sulle avventure di Arthur Gordon Pym, fanno del disco un'opera veramente complessa e strutturata nella quale perdersi. Già, perché "Story of Frozen Souls" è un album difficile, molto difficile. Il rischio di annoiarsi, o comunque di perdere il filo conduttore è sempre dietro l'angolo. Un difetto che Tuor si è portato dal lavoro precedente, seppur in questa sede si riscontra una maggiore attenzione a non divagare. Ecco quindi che ad un black metal feroce e malinconico, ricco di ritmiche variegate - a tratti lo stile della batteria ricorda quello di Darkside dei Mgła - arpeggi tristissimi e riff atmosferici alla Auðn e Perennial Isolation, si sovrappongono dei cambi di ritmo quasi improvvisi: tutto si rallenta e si appesantisce, e gli elementi depressive/funeral doom si stagliano in tutta la loro grandezza monolitica, come nella splendida "The Unknown Shore". Da vicino i pezzi ricordano l'impostazione degli svedesi Shining, soprattutto in quelle sezioni vagamente sperimentali in clean vocals (vedasi "Impenetrable Sadness"). Ascoltando minuto dopo minuto ci si sente veramente proiettati nelle sterminate e gelide lande antartiche, dove cielo e terra si fondono in un unico bianco panorama mentre si viene tagliati da raffiche ghiacciate di vento. Il freddo è esattamente l'elemento chiave di "Story of Frozen Souls", come a voler sottolineare la quasi totale assenza di vita in un luogo così impervio ed ostile. Eppure nell'opera di Tuor traspare una bruciante passione, un sentimento che ribolle di un'energia quasi mistica che rende tangibile la musica proposta.
Come dicevamo all'inizio, gli Utburd hanno sicuramente portato a compimento la loro opera massima. Tuttavia è da sottolineare come spesso, soprattutto nella seconda parte del disco, quella tendenza a divagare sia ancora ben percepibile. Non mancano i passaggi prolissi o una certa ripetitività di alcune soluzioni che risultano leggermente fastidiosi; ma spezzo un lancia in favore del progetto dicendo che, nel bene e nel male, si tratta comunque di una nota caratteristica dell'act russo. In generale i momenti di inciampo e confusione non danno particolarmente fastidio e permettono un ascolto tutto sommato scorrevole. Chiaramente non si tratta di un disco facile a cui approcciarsi distrattamente: "Story of Frozen Souls" è un lavoro meditavo, complesso, che richiede un certo mood per essere apprezzato in tutte le sue sfaccettature.

Trovi utile questa opinione? 
10
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Manntra: dalla Croazia un metal tra folk, industrial e gothic
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Reunion dopo un decennio e primo full-length per i Beyond Man
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli americani Witch Vomit ed un EP pesante come un macigno
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Desaster sono l'esempio concreto di garanzia e attitudine
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Worm Shepherd inaugurano l'entrata in ULR con una ristampa del disco di debutto
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Debutto piuttosto standard quello degli americani Kill The Imposter
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli On Atlas' Shoulders realizzano un disco che non dispiace
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
J.P. Krom, un nome nuovo dal Cile
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Varego: melting pot di stili strano, ma vincente
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Shade Of Memories, nulla di memorabile
Valutazione Autore
 
1.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Frozen Hell chiudono la loro carriera con un album dal retrogusto amaro
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla