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Dal Melodic Death allo Swedish Death old school: il secondo album dei romani Helslave segna un nuovo inizio Dal Melodic Death allo Swedish Death old school: il secondo album dei romani Helslave segna un nuovo inizio Hot

Dal Melodic Death allo Swedish Death old school: il secondo album dei romani Helslave segna un nuovo inizio

recensioni

gruppo
titolo
From the Sulphur Depths
etichetta
Pulverised Records
Anno

PROVENIENZA: Italia

GENERE: Death Metal

TRACKLIST:
1. From The Sulphur Depths
2. Unholy Graves =ASCOLTA=
3. Thrive In Blasphemy
4. Perpetual Damnation
5. Last Nail In The Coffin
6. Thy Will Be Undone
7. Funereal Lust
8. Desecration
9. Rotting Pile Of Flesh =ASCOLTA=
10. The Sentence Of The Living

LINE-UP:
Jari Sgarlato - Guitars
Francesco Comerci - Drums
Luca Riccardelli - Bass
Diego Laino - Vocals
Marco Benedetti - Guitars

opinioni autore

 
Dal Melodic Death allo Swedish Death old school: il secondo album dei romani Helslave segna un nuovo inizio 2021-04-26 15:44:08 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    26 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 26 Aprile, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Pochi sono quei gruppi che riescono a muoversi bene all'interno di determinati stilemi e pattern senza risultare stucchevoli o ripetitivi. Tra questi non possiamo non citare i nostrani Helslave: quintetto romano che giunge al 2021 con il qui presente "From the Sulphur Depths", secondo album dell'act capitolino licenziato da Pulverised Records. Un disco che giunge dopo sei anni dallo strepitoso debutto "An Endless Path" e che segna per i nostri un giro di boa stilistico nel panorama del death metal old school. Uno stravolgimento musicale non indifferente dato che il primo disco proponeva un melodic death di chiarissima derivazione Dark Tranquillity e At The Gates con qualche punta più death alla Dismember e Unleashed. Il tutto affrontato in chiave moderna - spettacolare, recuperatelo -. Ora, seppur il terreno da battaglia sia comunque lo stile svedese, ci si è spostati sul versante più crudo, macabro e feroce del genere: puro e semplice death metal, completamente ripulito da ogni abbellimento melodico e carico di tutta la potenza ancestrale degli albori del genere. Se siete fan di Bloodbath, Dismember ed Entombed, allora siete capitati nell'album giusto!
Gli Helslave non sembrano aver sofferto minimamente questo cambio, anzi. I nostri dimostrano una singolare quanto rara maestria nell'affrontare quello che possiamo definire un nuovo inizio. "From the Sulphur Depths" è una bomba di album senza troppi giri di parole. E qui voglio riagganciarmi al discorso con cui ho aperto la recensione, ossia il fatto di sapersi muovere all'interno di pattern ben definiti ed abbondantemente trattati. Ecco, gli Helslave sono l'esempio perfetto di come si possa risultare comunque originali pur suonando un genere ampiamente noto e molto spesso ridotto ad un mero copia/incolla dei grandi nomi. Chiaramente le influenze sono quelle, e sarebbe impossibile non notare una certa affinità con i Bloodbath soprattutto. Ma ciò non vuol dire che si è sfociati nell'emulazione più becera. Al contrario: i circa 35 minuti di questo disco risultano ben ponderati e frutto di un intelligente lavoro di squadra. Ecco quindi che la feroce e malvagia opener "Unholy Graves" , o la mia preferita "Thy Will Be Undone", segnano la definitiva consacrazione dei nostri tra le realtà italiane più interessanti in fatto di death metal. Le chitarre "zanzarose" ma corpose e piene, i riff ben riconoscibili e dall'inconfondibile sapore Swedish, il lavoro di groove dietro le pelli che non lascia spazio ad una sola esitazione ed un growl potentissimo e cavernoso degno del miglior Mikael Åkerfeldt ai tempi dei Bloodbath... Insomma, gli ingredienti per un signor disco ci sono tutti e non troverete mezza traccia che vi farà storcere il naso. Merito anche una certa elasticità che non disdegna dei sentori death'n'roll, come in "Last Nail In The Coffin", o dei rallentamenti di tempo che danno quel leggerissimo accenno di death/doom qua e là.
Insomma, senza andare per le lunghe: se amate lo Swedish Death primitivo e feroce e non conoscevate ancora gli Helslave, allora avete fatto tombola. Siamo di fronte ad una grandissima band italiana che ci fa sentire in Svezia e lo fa con un disco monolitico. Complimenti!

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