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Gojira: luci ed ombre per questa settima prova del colosso francese Gojira: luci ed ombre per questa settima prova del colosso francese Hot

Gojira: luci ed ombre per questa settima prova del colosso francese

recensioni

gruppo
titolo
Fortitude
etichetta
Roadrunner Records
Anno

PROVENIENZA: Francia

GENERE: Progressive/Groove/Death Metal

TRACKLIST:
1. Born For One Thing =OFFICIAL VIDEO=
2. Amazonia =OFFICIAL VIDEO=
3. Another World
4. Hold On
5. New Found
6. Fortitude
7. The Chant =OFFICIAL VIDEO=
8. Sphinx
9. Into The Storm =ASCOLTA=
10. The Trails
11. Grind

LINE-UP:
Jean-Michel Labadie - Bass
Mario Duplantier - Drums
Christian Andreu - Guitars
Joe Duplantier - Vocals, Guitars

opinioni autore

 
Gojira: luci ed ombre per questa settima prova del colosso francese 2021-04-30 14:23:14 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    30 Aprile, 2021
Ultimo aggiornamento: 30 Aprile, 2021
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Chi si aspettava dal settimo album dei colossi francesi Gojira, il qui presente "Fortitude", un disco degno dei fasti di "The Way of All Flesh" o di "From Mars to Sirius", allora storcerà in parte il naso di fronte alla nuova prova della band d'Oltralpe. Ma è altresì ovvio che sarebbe presuntuoso e intellettualmente disonesto fare un paragone con il passato del quartetto: che piaccia o meno i Gojira hanno fatto dell'evoluzione e della sperimentazione i loro cavalli di battaglia e a modo loro non hanno mai sbagliato un colpo, almeno fino a "Magma" del 2016. Quest'ultimo è stato, almeno per chi vi scrive, l'unico vero grande flop della band, dettato da un azzardo fin troppo azzardato (scusate il gioco di parole). Un disco che ci presentò i fratelli Duplantier reduci dalla perdita della madre e di conseguenza con sonorità più introverse ma allo stesso tempo senza né capo né coda. Viene da sé, quindi, che questo "Fortitude" ha l'ingrato compito di riscattare i Nostri dall'inciampo di cinque anni fa. Un'impresa assai ardua che, vi anticipiamo, è stata in buona parte soddisfatta. Nel bene e nel male la nuova opera dei Gojira si presenta come una faretra carica di buone frecce ed altre meno. Già dai primi singoli estratti pubblicati si capiva che il quartetto avesse guardato in avanti non disdegnando tuttavia qualche ritorno agli antichi fasti. Ne sono un esempio l'opener "Born for One Thing" o la successiva "Amazonia". Quest'ultimo è probabilmente il brano più riuscito del disco, la "Roots Bloody Roots" dei giorni nostri, con quell'andamento tribale e le ritmiche molto cadenzate. Il tutto accompagnato da un Joe alla voce sempre sul pezzo. Nonostante il vocalist abbia di molto ammorbidito il suo cantato con delle sezioni in clean predominanti, è altresì vero che il suo growl resta sempre affascinante ed inconfondibile. Non c'è da meravigliarsi, quindi, se durante l'ascolto si ravvisi più volte quel sentore di back-to-origins. Non è affatto un azzardo dire che "Fortitude" abbia dei rimandi a "From Mars To Sirius" o a "The Way of All Flesh". Chiaramente, come dicevamo all'inizio" sarebbe altrettanto sciocco pretendere un completo ritorno alla vecchia gloria, ma è comunque evidente l'intento della band di riprendere quel mood etereo e liquido che tanto ci ha fatto innamorare del gruppo.
Ma, come ogni sperimentazione che si rispetti, non è tutto oro quel che luccica. Se da una parte abbiamo dei pezzi funzionanti e degni del nome Gojira, dall'altra restano dei punti di domanda non indifferenti. Lo scotto da pagare quando si cerca di sperimentare comunque qualcosa di nuovo, come avviene in "Hold On", che sembra partire in un modo e concludersi in un altro tramite un giro che più volte si perde nel nulla. O come la bruttissima - ma proprio brutta brutta - "The Trails", la quale ostenta un pietoso post-rock quasi commerciale e fortemente sottotono. Un brano da cestinare ad occhi chiusi e che fa sfigurare perfino il buon Joe alla voce. Fortunatamente la successiva ed ultima traccia "Grind" ci riporta sul vero territorio di competenza dei Gojira. Come per "Amazonia", è forse il brano che più di tutti ha il sentore di back-to-origins, con uno sfondo più death e delle melodie di accompagnamento degne dei migliori lavori dei Nostri. Stesso discorso per la veloce e fulmicotone "Into The Storm", classicissimo pezzo spacca collo ben confezionato e rappresentativo di quello che sono i Gojira di oggi: né troppo morbidi, né troppo duri.
In generale "Fortitude" è un disco fatto di luci ed ombre nel quale si alternano pezzi riusciti, altri più sperimentali ma comunque godibili ed altri ancora decisamente sottotono. L'impressione è quella di album che prova a guardare avanti dopo lo scivolone del 2016 ma che cerca in continuazione di strizzare l'occhio ai primi lavori. Un disco che non taglia i legami con il passato risultando, con tutti i pro e i contro, perfettamente in linea con i Gojira di oggi, e forse non si poteva chiedere di più ai fratelli Duplantier e soci. Una cosa è certa: "Fortitude" è nettamente superiore al precedente "Magma" e si configura come un'opera di passaggio verso degli ancora non ben definiti lidi.

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