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La produzione è il tallone d'Achille dei Plasmodium La produzione è il tallone d'Achille dei Plasmodium

La produzione è il tallone d'Achille dei Plasmodium

recensioni

titolo
Towers of Silence
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: Australia 

GENERE: Cosmic Black/Death Metal 

FFO: Teitanblood, Deathspell Omega, Revenge, Archgoat  

LINE UP: 
Fuath - Disembodiment 
Demoninacht - Limbic Chaos 
Nocentor - Reverberactions 
Aretstikapha - Invocations 
Yen Pox - Spiteful Whirlwind Generation 

TRACKLIST: 
1. ParaMantra [03:34] =ASCOLTA= 
2. Churning [03:39] =ASCOLTA= 
3. Pseudocidal [08:48] 
4. Translucinophobia [18:36] =ASCOLTA= 
5. Vertexginous [12:45] 

Running time: 47:22 

opinioni autore

 
La produzione è il tallone d'Achille dei Plasmodium 2021-05-01 12:31:08 Daniele Ogre
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    01 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 01 Mag, 2021
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L'Australia (e nazioni limitrofe) è terreno fertile per un certo modo d'intendere il metal estremo, basti pensare ai Portal ed ai neozelandesi Ulcerate - due delle bands citate tra le influenze della Cosmic Black/Death band di Melbourne, insieme a Deathspell Omega, Teitanblood ed Altarage tra gli altri -, ma anche di una visione quanto mai grezza e feroce in quanto a Black e Black/Death. Come possiamo ascoltare in "Towers of Silence", la cosa dell'influenza di Ulcerate, Portal e DO è vera in parte ed esce fuori soprattutto nei brani più lunghi, in cui una certa vena avanguardista e sperimentale esce sì fuori, ma sempre su di una base fatta di un Black/Death estremamente caotico che rimanda, questo sì, agli spagnoli Teitanblood, così come altre malsane realtà del genere come Blasphemy, Grave Miasma, Archgoat e, in primis, Revenge (e su questo ci torneremo dopo). Più diretti e sfrontati i primi due brani ("ParaMantra" e "Churning"), in cui i Plasmodium attaccano a testa bassa inferendo una serie di vere e proprie coltellate sonore, mentre si cambia totalmente registro con la terza traccia "Pseudocidal": da qui in avanti i toni dei Plasmodium si fanno più cupi, le atmosfere orrorifiche, il comparto strumentale estremamente disarmonico. Si ha come la straniante sensazione che "Towers of Silence" cominci effettivamente sulle alienanti note di questo brano, per poi incupirsi sempre più con i due restanti (e lunghissimi) brani "Translucinophobia" e "Vertexginous". Insomma, leggendo fino ad ora, questo secondo album del quintetto australiano (a proposito, non sarebbe male sapere chi suona cosa: l'unica cosa certa è che Demoninacht è il batterista e FORSE Aretstikapha è il tastierista... o il vocalist?, mah vallo a sapere)... dicevamo, questo secondo album del quintetto australiano sembra avere diversi spunti d'interesse: cosa giustifica quindi il voto sotto la sufficienza? E' presto detto: abituati come siamo alle produzioni di Transcending Obscurity Records, sentire suoni così volutamente (presumiamo) scarni che sembrano uscir fuori da una demo tape di Extreme Metal di inizi anni '90 fa storcere il naso; il modo in cui batteria e voce soprattutto sono stati prodotti dopo un po', spiace dirlo, ma rasenta il fastidio, cosa riscontrabile soprattutto negli insopportabili - per chi vi scrive - Revenge. Per i Plasmodium vale lo stesso discorso della band canadese: nel 2021 di produzioni così anche basta, che ne dite? Siamo avanti ormai di trent'anni da quando lavori prodotti così erano all'ordine del giorno, mentre oggi sanno solamente di anacronistico.

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