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Tornano dopo ben dodici anni i death/thrashers floridiani Solstice Tornano dopo ben dodici anni i death/thrashers floridiani Solstice Hot

Tornano dopo ben dodici anni i death/thrashers floridiani Solstice

recensioni

gruppo
titolo
Casting the Die
etichetta
Emanzipation Productions
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death/Thrash Metal 

FFO: early Demolition Hammer, Malevolent Creation, Sadus, Slayer 

LINE UP: 
Ryan Taylor - vocals, guitars 
Dennis Munoz - guitars 
Marcel Salas - bass 
Alex Marquez - drums 

TRACKLIST: 
1. The Altruist [03:36] 
2. Transparent [03:24] 
3. Who Bleeds Whom [04:35] 
4. Lifeline [03:53] 
5. Ignite [03:30] =ASCOLTA= 
6. Outlast [03:04] 
7. Seven [03:08] 
8. Embellishment Exposed [03:43] 
9. Cast the Die [04:01] =ASCOLTA= 
10. Eyes Sewn Shut [04:03] 
11. Scratch [04:40] 

Running time: 41:37 

opinioni autore

 
Tornano dopo ben dodici anni i death/thrashers floridiani Solstice 2021-05-08 12:42:57 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    08 Mag, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Era il 1990 quando in quel di Miami in certo Rob Barrett forma insieme al chitarrista Dennis Munoz ed al batterista Alex Marquez i Solstice, band che da subito ha integrato nel proprio sound influenze derivanti soprattutto dai Demolition Hammer (i primi), Malevolent Creation e Sadus, gruppi tra l'altro con cui i Solstice sono legati a doppio filo (Marquez ha suonato in entrambe le bands, oltre che con Dethroned, Cephalic Carnage e molte altre, Munoz è ex-Demolition Hammer); i Solstice rilasciarono un grandioso debut album omonimo seguito da un altrettanto ottimo secondo album, arrivato dopo che Barrett aveva lasciato per accasarsi nei Cannibal Corpse. Ne segue un decennio in cui la band sembrava molta e sepolta, fin quando Dennis Munoz non decide di riportarla definitivamente in vita, e nel 2009 arriva "To Dust", prima che nel 2011 torni all'ovile anche Alex Marquez.
Da allora sono passati ben 12 anni ed ecco che oggi i Solstice si ripresentano con il loro quarto studio album: "Casting the Die", edito da Emanzipation Productions. La band floridiana si presenta con i sempre ben saldi Munoz & Marquez e con due new entries: il cantante/chitarrista dei Malevolent Creation Ryan Taylor ed il bassista Marcel Salas; ma soprattutto i Solstice si ripresentano con quella che è da sempre la loro formula vincente, un pot-pourri tra il Death granitico dei Malevolent Creation, il pesantissimo groove dei Demolition Hammer e la tecnica sopraffina dei Sadus, in un vortice formato passaggi spaccacollo, pattern cervellotici e accelerazioni assassine in cui non manca qualche rimando ben poco nascosto agli Slayer - ne sono un esempio "The Altruist", "Seven" e "Ignite". Dei veri e propri assalti all'arma bianca come le già citate "Ignite" e "Seven", piuttosto che una "Outlast", fanno il paio con brani più ricercati come "Who Bleeds Whom" all'interno di un lavoro compatto, che si sostiene su di una struttura solida in cui un certo groove thrashy sembra essere una componente maggiore rispetto alla durezza Death del passato.
In un compendio sul Metal degli anni 2000, alla voce Death/Thrash si può benissimo inserire semplicemente la copertina di questo "Casting the Die"; pur con dodici anni di silenzio sul groppone, i Solstice dimostrano di essere uno dei più fulgidi esempi di Death/Thrash Metal oggigiorno in circolazione, tra i pochi a saper unire in maniera così precisa i due generi di riferimento. Ascolto consigliatissimo!

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