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Side Project dei Disarmonia Mundi: arrivano gli Infernalizer!!! Side Project dei Disarmonia Mundi: arrivano gli Infernalizer!!! Hot

Side Project dei Disarmonia Mundi: arrivano gli Infernalizer!!!

recensioni

titolo
The Ugly Truth
etichetta
Rockshots Records
Anno

Tracklist:
1. Night Shift
2. The Outsider
3. Leaving So Soon?
4. In Retrospect
5. Cruel Intentions
6. The Ugly Truth
7. In This World Or The Next
8. Leave A Scar
9. I Don't Wanna Be Me
10. Autumn Of Terror

Known line up:
Claudio Ravinale - vocals

opinioni autore

 
Side Project dei Disarmonia Mundi: arrivano gli Infernalizer!!! 2021-05-09 14:33:45 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    09 Mag, 2021
Ultimo aggiornamento: 09 Mag, 2021
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Qualcuno forse si ricorderà dei nostrani Disarmonia Mundi (attivi tutt’ora) che diedero alle stampe diversi interessanti dischi specialmente quel gioiellino che fu "Mind Tricks", del 2006, che vedeva come ospite Bjorn Strid dei Soilwork. Una delle due menti della band, il cantante Claudio Ravinale, ha deciso di dedicarsi ad un nuovo progetto distaccandosi dalla matrice melodic death metal della sua band principale per abbracciare sonorità più gotiche creando la band chiamata Infernalizer. Il debutto è il qui presente "The Ugly Truth", che vede tre musicisti affiancare il buon Claudio (non ci sono informazioni in merito alla loro identità) ispirandosi musicalmente a molti nomi, in particolare della scena ottantiana, soprattutto Type O Negative ma non solo.

Tralasciando la traccia iniziale e quella finale (sono perlopiù intro e outro nonostante la lunghezza non sia tipicamente esigua) più la cover della già citata band di Peter Steele “I Don’t Wanna Be Me”, il disco si snoda su di una musicalità molto snella e rockeggiante. Claudio, sfruttando il suo timbro baritonale ed abrasivo mette su una sorta di teatro oscuro sfruttando tutti i mezzi possibili per rendere il prodotto fruibile ad ascoltatori poco avvezzi all’estremo, il che non è necessariamente un male. Nonostante la voce aggressiva il mood è molto easy e non sono pochi i ritornelli facilmente cantabili, i furbi coretti da live show e gli inni da stadio. Scavando ulteriormente vengono fuori influenze gothic/dark rock anni ‘80 piene di synth (“The Outsider”), sfumature industrial alla Marilyn Manson come la title-track “The Ugly Truth” con i suoi chitarroni metal (conditi da un bell’assolo) o le melodie oscure di “Cruel Intensions” piena di richiami ai Paradise Lost del periodo elettronico o agli H.I.M. Non c’è, ovviamente, una forte originalità eppure le tracce si lasciano ascoltare piacevolmente senza particolari intoppi grazie sicuramente alla maturità ed esperienza del leader però sarebbe stato interessante che ci fosse stato più coraggio nelle scelte piuttosto che il mero mestiere. Le chitarre sono molto snelle e melodiche ma nella maggior parte dei casi riescono ad amalgamarsi bene ad ogni strato delle canzoni sia negli aspetti più groovy come i riff d’assalto di “In Retrospect”, sia dove devono emanare erotismo e sensualità mischiandosi efficacemente all’elettronica di “Leaving to Soon” dall’anima quasi pop per non parlare del perfetto mix di tutti gli elementi proposti nella diretta “In This World Or The Next”. La band è compatta e decisa e si sente una buona interazione fra i musicisti. Purtroppo non c’è quella fiamma ardente o quella traccia che faccia rizzare le orecchie assestando l’album nella totale mediocrità (ad essere buoni è qualcosa di più) dato che le idee sono quasi tutte derivative e non si riesce a sentire qualcosa di differente o anche solo un modo diverso di esporre le proprie sensazioni interiori.

Lavoro curato e che può piacere a chiunque, magari alle nuove generazioni dato che non necessita particolare attenzione, ma che fallisce nel proporre qualcosa che esca dagli stilemi fissati da bands molto più incisive.

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10
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