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Un debut album sicuramente interessante per gli Another Destiny Project Un debut album sicuramente interessante per gli Another Destiny Project Hot

Un debut album sicuramente interessante per gli Another Destiny Project

recensioni

titolo
Tell me what you see...
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autoprodotto
Anno

 

1) R.E.M.

2) Insomnia

3) Sleepwalker

4) Doomsday

5) Once again

6) Sand

7) Rorschach

8) Life of lies

9) Assembly

10) In my name

 

opinioni autore

 
Un debut album sicuramente interessante per gli Another Destiny Project 2012-05-20 17:10:19 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    20 Mag, 2012
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Gli Another Destiny Project sono una band italiana nata dall’incontro tra il chitarrista Peter Pahor ed il singer Federico Ahrens che, reclutati strada facendo il batterista Emanuele Petrucci, il bassista croato Davor Pavelic ed il secondo chitarrista Gabriele Giorgi, decidono di dar vita a questa band particolare che unisce differenti stili, partendo da una base power, a cui mescolare elementi industrial, qualcosa di metal classico ed anche qualche influsso di sinfonico e di prog. Una scelta originale dunque per un sound non facilissimo e non di semplice approccio, anche se comunque discretamente orecchiabile.”Tell me what you see...” è il debut album, uscito a gennaio del 2012, un concept su sogni e follie, che punta molto sull’impatto visivo e sulle immagini che la mente di ognuno di noi può creare di fronte a determinate situazioni. Mi ci sono voluti diversi ascolti per riuscire a comprendere la proposta musicale di questa band così particolare ed originale; un ascoltatore disattento, infatti, potrebbe rimanere spiazzato ed archiviare ingiustamente dopo un primo ascolto. Bisogna, invece, encomiare questi ragazzi per la particolarità musicale che hanno creato, sia per la ricerca insita nella proposta, ma anche per l’originalità che non guasta mai, se accompagnata alla qualità. Le strutture musicali, infatti, sono ben presenti nei vari brani, che non risultano mai disarticolati e fini a se stessi, o mere esibizioni di tecnicismo strumentale. Mi è dispiaciuto non aver a disposizione i testi, perché sarei stato curioso di leggerli e cercare di comprenderne il significato. ”Tell me what you see...” è composto da 9 pezzi + la consueta intro; mi hanno colpito favorevolmente la conclusiva “In my name” e la dolcissima “Sand”, ballads ottime per momenti romantici con la calda voce di Federico Ahrens che regala brividi; la brevissima “Insomnia”, che alterna momenti onirici ad altri di violenza sonora nuda e cruda; la trascinante “Sleepwalker”, scelta anche per la realizzazione di un video; “Once again”, forse quella che mi è piaciuta di più, grazie ad un incedere bello tosto e godibile. Un debutto decisamente interessante questo degli Another Destiny Project, una band sicuramente originale e da tenere d’occhio per il futuro. Complimenti vivissimi ed in bocca al lupo!

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