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"Aura Of Iniquity", un buco nell'acqua per i Dead World Reclamation "Aura Of Iniquity", un buco nell'acqua per i Dead World Reclamation Hot

"Aura Of Iniquity", un buco nell'acqua per i Dead World Reclamation

recensioni

titolo
Aura Of Iniquity
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Tempe, Arizona, U.S.A.

GENERE: Techincal Death Metal/Deathcore 

LINE UP: 
Mark Gray - Drums
Andre Lothian - Guitars
Dakota James - Guitars
Conner Posz - Vocals
Alexander Beltz - Bass

TRACKLIST:
1. Ripped from the Grave [04:39]
2. Embrace the Hive [04:19] =ASCOLTA= 
3. The Everlasting Hunt [04:51]
4. Pantheon of Shadows [05:41]
5. Heralds of the Formless One [04:29] =ASCOLTA= 
6. Arachnocratic Assemblage [04:14] =ASCOLTA= 
7. Whispers of the Evergloom [05:39]
8. The Void Bargain [05:28]
9. Those Born of Suffering [04:21]
10. Plaguemaster's Legacy [05:02]

Running Time: 48:46

opinioni autore

 
"Aura Of Iniquity", un buco nell'acqua per i Dead World Reclamation 2021-06-05 09:18:19 Oneiros
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Oneiros    05 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Giugno, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

In tutta franchezza, a un primo ascolto i Dead World Reclamation mi sono sembrati una band intrigante, con una propria identità piuttosto originale nel mondo del deathcore. Tuttavia, dopo tutte le ricerche del caso, è facile rendersi conto che "Aura Of Iniquity" in realtà non è altro che un disco assolutamente standard, quasi al limite dell'album di circostanza.

Inizialmente, l'approccio dei cinque americani mi aveva intrigato, dicevo, specialmente per la vena quasi power all'interno del suo mix di death metal tecnico e deathcore melodico, un po' come se i Children Of Bodom dei primi Duemila si fossero messi a comporre assieme ai The Black Dahlia Murder. Tuttavia, proseguendo con gli ascolti ed esplorando meglio le moderne espressioni di questo frangente di -core, i Dead World Reclamation finiscono per somigliare terribilmente una copia di Inferi, Alterbeast e dei già citati TBDM.

Okay, magari per un secondo album potremmo anche starci. La prova, infatti, isolata dal contesto esterno, non fa completamente pena: forse un po' dispersiva, la scaletta, ma la produzione rende giustizia ai canoni del genere. Il problema, almeno il mio problema, con "Aura Of Iniquity", sta nelle idee. Al primo ascolto, "Ripped From The Grave" non mi ha fatto una cattiva impressione, ma nessuna delle dieci tracce mi ha conquistato; andando avanti con le ripetizioni, però, tutto ha iniziato a ristagnare ed anche la durata uniforme, sempre compresa tra i 4 e i 5 minuti, ha contribuito a rendere i pezzi uno uguale all'altro, alle mie orecchie.

Al netto di tutto, insomma, non benissimo. Le doti tecniche dei Dead World Reclamation sono fuori discussione, ma la loro ispirazione è fragilissima. "Aura Of Iniquity" potrebbe essere un ascolto interessante per l'appassionato del genere costantemente alla ricerca di novità, ma dubito che anche chi bazzichi casualmente il deathcore tecnico e melodico possa finire per legarsi a questo full-lenght. Un gran peccato.

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