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Graywitch, c'è ancora molto da migliorare Graywitch, c'è ancora molto da migliorare Hot

Graywitch, c'è ancora molto da migliorare

recensioni

gruppo
titolo
"Rise of the witch"
etichetta
Sleaszy Rider Records
Anno

TRACKLIST:
1. Night demon
2. Midnight metal Queen
3. Metalhead
4. Heavy metal life
5. Old salt
6. My comrade
7. The rise
8. Witch of the damned
9. Where are you baby
10. Realms of the unseen

LINE-UP:
Dino Nassis: vocals
Spyros Vlachopoulos: guitars
John Boutzetis: guitars
Aris Ioannou: bass
Thomas Chalkias: drums

opinioni autore

 
Graywitch, c'è ancora molto da migliorare 2021-06-06 15:40:42 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    06 Giugno, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Graywitch sono una band greco/cipriota formata nel 2008 da musicisti non proprio giovanissimi che, grazie alla label greca Sleaszy Rider Records, riesce a pubblicare il proprio debut album intitolato “Rise of the witch”, dotato di artwork non proprio esaltante, composto da 10 tracce, per una durata totale di poco meno di un’ora. Il sound dei Graywitch è un classicissimo heavy metal, sulla scia di primi Savatage ed Iron Maiden, con qualche tocco alla Black Sabbath e qualcosa dei vecchi Judas Priest; insomma niente di particolarmente originale o che non abbiano già suonato in tantissimi negli ultimi 40 anni. Ma la mancanza di originalità ed innovazione è il problema minimo di questo disco; è evidente infatti che questi uomini suonino per passione e se ne freghino altamente di mode o di ripetere i cliché triti e ritriti (degni dei Manowar più beceri), loro suonano così perché è così che piace a loro! Purtroppo non si riesce ad apprezzare quello che suonano a causa di una registrazione troppo, ma davvero troppo old-style, con l’aggravante che spesso i volumi non sono costanti, ma quasi ondeggianti, segno che la produzione è stata alquanto carente. Aggiungete poi che la voce del singer Dino Nassis non è niente di eccezionale, roca ed aggressiva, ma poco espressiva e potente, oltre che per nulla squillante, come invece nel buon vecchio heavy metal sarebbe pressoché indispensabile. Con simili difficoltà, i vari ascolti dati a questo disco sono stati ardui e poco piacevoli; la registrazione scadente non permette di apprezzare cosa fanno i vari strumenti (il basso è compresso nel marasma sonoro ed i piatti si fatica ad individuarli) e, dopo qualche pezzo, passa sinceramente la voglia di proseguire. Dispiace doverlo evidenziare, dato che la passione dei Graywitch è evidente e forte, ma in futuro se vorranno avere qualche chance di emergere dall’underground più profondo dovranno affidarsi ad un produttore e ad uno studio di registrazione più qualificati, magari trovando anche un cantante più adatto a sonorità così classiche; per il momento questo “Rise of the witch” è decisamente lontano dalla sufficienza.

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