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Per gli Amorphis un live album che conferma quanto la band sia ancora in ottima forma Per gli Amorphis un live album che conferma quanto la band sia ancora in ottima forma

Per gli Amorphis un live album che conferma quanto la band sia ancora in ottima forma

recensioni

gruppo
titolo
Live at Helsinki Ice Hall
etichetta
Nuclear Blast
Anno

PROVENIENZA: Finlandia

GENERE: Melodic Heavy/Progressive Metal

TRACKLIST:
01. The Bee
02. Heart Of The Giant
03. Bad Blood
04. The Four Wise Ones
05. Into Hiding
06. Sampo
07. Wrong Direction
08. Daughter Of Hate
09. Against Widows
10. My Kantele
11. The Golden Elk
12. Pyres On The Coast
13. Silver Bride
14. Black Winter Day
15. House Of Sleep

LINE-UP:
Tomi Joutsen - vocals
Esa Holopainen - guitars
Tomi Koivusaari - guitars
Santeri Kallio - Keyboards
Olli-Pekka Laine - bass
Jan Rechberger - drums

opinioni autore

 
Per gli Amorphis un live album che conferma quanto la band sia ancora in ottima forma 2021-06-06 15:50:40 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    06 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Giugno, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Credo siamo tutti d'accordo nell'affermare che, al di là di un album più o meno bello, la vera prova del nove per un gruppo sia la sede live. Soprattutto in questo periodo di stop forzato dei concerti, poter ascoltare "Live at Helsinki Ice Hall" dei leggendari Amorphis è qualcosa di assolutamente più che gradito. Ancor di più se pensiamo che questo live, registrato a dicembre 2019 per coronare trenta gloriosi anni di carriera, ci presenta una band assolutamente in formissima ed ancora in grado di infiammare il palco. Se, poi, aggiungiamo che gli Amorphis sono reduci da un colossale album, "Queen of Time", uscito nel 2018, ecco che tutta la questione assume dei caratteri diversi, e per certi aspetti unici.
Senza troppi giri di parole, il concerto imbastito da Tomi Joutsen e soci è perfetto: sia da un punto di vista qualitativo, sia per la scaletta presentata dal sestetto finlandese. Del resto sarebbe stato difficile per l'act giocare in casa senza fare un bel figurone. Ma comunque, al di là di tutto, è l'attitudine e la grinta dei Nostri che la fa da padrona, soprattutto se si parte con l'ottima "The Bee", prima traccia dell'ultimo disco che apre le porte a quasi 90 minuti di performance bruciante e potente. Un'ora e mezza in cui gli Amorphis sciorinano un repertorio che ripercorre questi lunghi trent'anni di carriera, tra pezzi nuovi ed altri storici. Come a voler mostrare che la band non ne vuole certamente sapere di abbassare il tiro, puntando sempre e comunque in alto. Un'ottima commistione tra vecchio e nuovo, che al contempo mostra l'evidente cambio di stile nel tempo ma comunque una certa continuità nell'evoluzione dei Nostri. Dal melodeath iniziale, che passa per brani canonici come "Into Hiding" del ventisettenne disco-capolavoro "Tales from the Thousand Lakes", alla vena maggiormente progressive/Folk dei sei brani estratti dall'album del 2018. Il tutto accompagnato da un Tomi Joutsen alla voce in grandissima forma. La sua interpretazione dei vecchi brani, quelli ancor prima della sua entrata nel gruppo, è pressoché perfetta. Così come le splendide sezioni in clean e il suo potentissimo growl. Un inno alla Finlandia ed al gelido sound che gli Amorphis hanno costruito nel tempo. Difficilmente una band con tre decadi sulle spalle può ancora vantare una certa attitudine e maestria in sede live. Eppure la band di Helsinki sembra non aver perso nemmeno un grammo della verve che da sempre la contraddistingue. Unico difetto: qualche traccia in più poteva essere inserita, o comunque un repertorio un po' più vasto. Ma, come è bene tenere a mente per un gruppo che vanta una discografia così lunga, è impossibile accontentare tutti. Perciò prendere o lasciare; e francamente noi prendiamo a piene mani. Complimenti!

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