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Luci ed ombre nella nuova sulfurea fatica dei cechi Inferno Luci ed ombre nella nuova sulfurea fatica dei cechi Inferno Hot

Luci ed ombre nella nuova sulfurea fatica dei cechi Inferno

recensioni

gruppo
titolo
Paradeigma (Phosphenes of Aphotic Eternity)
etichetta
Debemur Morti Productions
Anno

PROVENIENZA: Cechia 

GENERE: Black Metal

TRACKLIST:
1. Decaying Virtualities Yearn For Asymptopia
2. The Wailing Horizon =ASCOLTA=
3. Descent Into Hell Of The Future
4. Phosphenes
5. Ekstasis Of The Continuum =ASCOLTA=
6. Stars Within And Stars Without Projected Into The Matrix Of Time

LINE-UP:
Adramelech (vocals)
Ska-Gul (guitars)
Morion (guitars)
Armagog (bass)
O. O. (drums)

opinioni autore

 
Luci ed ombre nella nuova sulfurea fatica dei cechi Inferno 2021-06-06 16:39:10 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    06 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Giugno, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L'evoluzione stilistica dei cechi Inferno è, almeno per chi vi scrive, un fatto alquanto unico nel suo genere, poiché trattasi di una vera e propria esperienza sensoriale. Un viaggio malato nei meandri più bui e mortiferi della psiche umana, in quei gorghi oscuri da cui difficilmente si esce illesi. Eppure per il quintetto, che vanta una lunga carriera iniziata nel 1996, questa transizione da un feroce e primordiale black metal ad un black più ambientale, atmosferico ed introverso, sembra essere avvenuta quasi in maniera del tutto naturale. Come se i Nostri avessero da dire di più con la loro già malata proposta. Ecco quindi che ci ritroviamo con il qui presente "Paradeigma (Phosphenes of Aphotic Eternity)", ottava fatica degli Inferno che va a riprendere quanto già iniziato con il precedente disco del 2017. Sei tracce per 35 minuti di orrore e follia lovecraftiani durante i quale la band si cimenta in un black metal claustrofobico, nero e denso come il petrolio, in grado di assorbire il più piccolo spiraglio di luce. Una musica che è quasi totalmente la protagonista del disco e dalla quale, di tanto in tanto, emerge la voce Adramelech, ma sempre e comunque posta in secondo piano rispetto alla lugubre messa in musica. Ma, a dispetto di quello che si potrebbe pensare da una simile presentazione, "Paradeigma (Phosphenes of Aphotic Eternity)" si rivela essere un album complicato e a volte fin troppo "concettuale", risultando spesso dispersivo. Ci si sente persi del tutto, senza punti di riferimento, immersi in una coltre di nero fumo o chiusi in una buia galleria dalla quale non c'è via di fuga. Il che, almeno a livello concettuale per l'appunto, è un grande punto di vantaggio per i Nostri. Una sensazione che nei primi lavori non si avvertiva per il semplice fatto che il black metal iniziale era più furioso, improntato sul massacrare ed annichilire. Con il tempo, poi, la vena atmosferica ed esoterica è venuta fuori. Il problema, tuttavia, sta nella realizzazione pratica del concetto. Ed è qui che gli Inferno risultano carenti. Non fraintendetemi, "Paradeigma (Phosphenes of Aphotic Eternity)" è un album che a modo suo mostra una certa eleganza degna dei maestri Deathspell Omega o dei francesi Merrimack. Il punto è che durante l'ascolto tutta l'atmosfera tende ad allargarsi troppo, risultando sì stratificata, eterea e velenosa, ma allo stesso tempo dispersiva. Più volte quindi ci si sente costretti a richiamarsi all'attenzione per evitare che tutta la musica fluisca senza rendersene conto. Esattamente come si diceva più su: ci si sente dei vagabondi all'interno di oscure gallerie dalle quali non si percepisce nient'altro che una gelida morsa. Ma tutto è più improntato sul concetto, risultando poi meno afferrabile nel concreto.

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