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Dopo sette anni i pugliesi Reality Grey tornano con il miglior album della loro carriera Dopo sette anni i pugliesi Reality Grey tornano con il miglior album della loro carriera Hot

Dopo sette anni i pugliesi Reality Grey tornano con il miglior album della loro carriera

recensioni

titolo
Beneath This Crown
etichetta
Autoproduzione / Blood Blast Distribution
Anno

PROVENIENZA: Italia

GENERE: Modern Melodic Death Metal

TRACKLIST:
1. Legion (Intro)
2. Fade In Fear
3. Kings Of Nothing
4. Preachers Of Hatred =OFFICIAL VIDEO=
5. Daybreakers
6. Powerblast =OFFICIAL VIDEO=
7. Multidimensional Hollow =OFFICIAL VIDEO=
8. The Fury
9. Dreaming (Feat. Milly Florio from End Of Skyline)
10. Reascent
11. Beneath This Crown
12. Indelible Stains
13. The Void

LINE-UP:
Tommy Montenegro – Vocals
Anto Addabbo – Guitars/Clean Vocals
Alberto Pinto – Guitars
Alex Giustino – Bass
Francesco Inchingolo - Drums

opinioni autore

 
Dopo sette anni i pugliesi Reality Grey tornano con il miglior album della loro carriera 2021-06-06 17:23:26 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    06 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 06 Giugno, 2021
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Accattivante, freschissimo, innovativo ed originale. Questi sono i migliori aggettivi che descrivono il sound dei nostrani Reality Grey, band pugliese attiva dal 2004 ma con alle spalle già una carriera di tutto rispetto in giro per il mondo. Diciassette anni in cui i nostri compaesani hanno dato alla luce due album ed il qui presente terzo lavoro "Beneath This Crown" che arriva dopo sette inverni sul nostro portale. Un bel lasso di tempo per la band pugliese ma che, a conti fatti, è stato completamente ripagato. Il grande ritorno dei Reality Grey viene celebrato con quello che è a tutti gli effetti il miglior disco del loro repertorio. Talmente ricco e stratificato che cercarlo di identificare in un determinato filone sarebbe più che riduttivo.
È certamente intuibile quale sia la matrice da cui i Nostri hanno poi fatto partire la ramificazione stilistica: il melodic death metal. Ma attenzione, seppur l'eco sia - chiaramente - quella dello Swedish death di Göteborg, non bisogna commettere l'imperdonabile errore di piazzare la band in quel calderone. O almeno, non del tutto. L'impostazione è quella, ma poi c'è molto ma molto di più. Una proposta che è la modernità per antonomasia, in grado di saltare da lidi più marcatamente melodici a dei ben percepibili rimandi al metalcore dei maestri As I Lay Dying, fino a toccare le bombe groove dei Lamb Of God. Il tutto condito da un'interpretazione unica e personale che ha permesso al quintetto di imbastire una musica coinvolgente, imponente e sostanziosa. Già, perché l'enorme punto di forza dei Reality Grey, oltre ad un'indiscutibile capacità tecnica e di interpretazione, è l'attitudine. Difficilmente mi sono imbattuto in dischi che sanno di personalità da inizio a fine, senza per questo risultare fini a se stessi. Un fattore che va ad unirsi a quella certa unicità del genere proposto in un territorio, l'Italia per l'appunto, che non è certamente noto per il melodeath. Tutte componenti che hanno permesso ai pugliesi di ritagliarsi uno spazio tutto loro ma senza mai porsi dei limiti compositivi. Non stupitevi quindi se "Fade In Fear" risulti maggiormente votata ai Soilwork o ai tedeschi Words Of Farewell, mentre l'ottima "Preachers Of Hatred" sembri esser uscita dal capolavoro degli As i Lay Dying "The Powerless Rise". E così per tutta la quasi ora di durata del disco: un tempo che, a dispetto di quanto si possa pensare, non lascia mai il posto ad un singolo momento di noia o prolissità. Un altro grande punto di merito per "Beneath This Crown". All'inizio, confesso, ero leggermente intimorito dalla presenza di ben 13 tracce così lunghe, soprattutto perché già reduce da dischi altrettanto impegnativi ma noiosi. Tuttavia la titubanza iniziale è stata spazzata via già dopo metà album. D'altronde, come ci si potrebbe annoiare di fronte ad un lavoro che, pur non ponendosi limiti, risulta sempre ben ancorato al suolo? Chiaro, stiam pur sempre parlando di un sound estremamente moderno, la cui età non va oltre il decennio di vita. Quindi, a meno che non abbiate una certa elasticità mentale nell'essere aperti a diverse influenze anche dal panorama -core, "Beneath This Crown" potrebbe incontrare non pochi detrattori per i die hard del genere. Per tutti gli altri invece, si prospetta un ascolto che saprà regalarvi dei momenti euforici e concitati. Complimenti!

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