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Celtic Hills: I friulani dimostrano di essere in crescita nel giro di pochi mesi Celtic Hills: I friulani dimostrano di essere in crescita nel giro di pochi mesi Hot

Celtic Hills: I friulani dimostrano di essere in crescita nel giro di pochi mesi

recensioni

titolo
Mystai Keltoy
etichetta
Elevate Records
Anno

Tracklist:
1. The Light
2. Blood Is Not Water
3. The tomorrow Of Our Sons
4. The 7 Heads Dragon Of Osoppo
5. Landing Of The Gods
6. Already Lost
7. Falling Stars
8. Battle Of Frigidum
9. Eden (feat. Germana Noage)
10. Temple Of Love
11. Alliteratio

Line-up:
Jonathan Vanderbilt – chitarra e voce
Jacopo Novello – basso
Simone Cescutti – batteria

opinioni autore

 
Celtic Hills: I friulani dimostrano di essere in crescita nel giro di pochi mesi 2021-06-09 13:11:48 Gianni Izzo
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    09 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 09 Giugno, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

E con questo “Mystai Keltoy” arriviamo a ben tre uscite per i friuliani Celtic Hills, due full-length ed un EP, nel giro di un anno. Non c’è che dire, la creatura del cantante e chitarrista Jonathan Vanderbilt è particolarmente prolifica. Nei precedenti lavori abbiamo trovato una band sanguigna che ci proponeva sostanzialmente un power metal, figlio degli anni ’80, con molti punti interessanti, alcuni refrain davvero ben fatti, ma con una produzione non all’altezza e qualche scelta artistica non proprio azzeccata, come quella che li voleva vedere essere ispirati allo stesso tempo ai primissimi Helloween (e questo è vero, un misto tra Grave Digger, Running Wild e gli Helloween di “Walls Of Jericho”), ma anche al metal nordico ed estremo in stile Amon Amarth (e qui iniziavano un bel po’ di problematiche a cominciare dalla prestazione vocale). Erano prove che sicuramente volevano allargare gli orizzonti musicali della propria proposta, ma che in realtà si presentavano come episodi che non rientravano a dovere nelle corde del gruppo. Diciamo che i Celtic Hills si trovano decisamente a proprio agio nel power/speed metal da strada, e “Mystai Keltoy” ne è la prova decisiva.
Sempre interessanti le tematiche, i nuovi “Misteri Elusini”, spaziano sempre tra leggende e storia del Friuli, in cui rientra anche una dose di fantascienza, tra piramidi e civilizzazioni aliene. il tutto è ben riassunto nell’artwork del disco. Registrato e prodotto al Groove Factory di Udine da Michele Guaitoli (che i più conosceranno come singer di band quali Kaledon e Visions Of Atlantis), finalmente i Celtic Hills centrano una produzione buona che dà giustizia alle composizioni. Suoni più compatti, chitarre che escono fuori con la giusta potenza, così come la ritmica, e la voce ruvida di Vanderbilt che ben si amalgama agli strumenti.
Per fortuna i Celtic Hills abbandonano le sperimentazioni alla ricerca di certo viking metal nord europeo e si concentrano su ciò che gli riesce meglio, un bel power/speed, sempre legato al passato del genere, ma il tutto suona molto meglio, non manca qualche momento orchestrale ed aperture epiche ad arricchire il piatto musicale del trio friulano, e persino qualche accenno elettronico, il passato ed il moderno che in qualche modo cercano di trovarsi. Anche se il disco ruota soprattutto intorno ad alti bpm e ritmiche serrate, i frequenti riff thrashy sanno anche farsi da parte interessanti momenti melodici.

Per quel che riguarda il songwriting, non tutto fila liscio dall’inizio alla fine, ma anche qui il risultato è sicuramente discreto e più funzionale rispetto a solo un anno addietro. L’inizio del disco è molto coinvolgente, si va dritti al punto dall’opener, a “Blood Is Not Water” e le ottime “The Tomorrow Of Our Sons” e “The Seven Heads Dragon Of Osoppo”. E' pur vero che subito dopo ogni tanto si scade in riff un po’ troppo scolastici e derivativi, in un sali scendi di qualità che comunque vede il suo punto più alto con la splendida “Eden”, dove troviamo le female vocals di Germana Noage. Per quel che mi riguarda il disco poteva finire qui, le seguenti due canzoni, di cui l’ultima in italiano (sempre gradito per quel che mi riguarda), hanno un approccio un po’ più hard rock, ma per quanto le abbia ascoltate non sono davvero riuscito a farmele piacere.
Il punto principale è che questa è la strada giusta da percorrere, avrete capito come per me “Mystai Keltoy” sia il lavoro più riuscito dei tre che ho ascoltato, i Celtic Hills per ora sono in crescita e ci auguriamo che la scalata continui in questa direzione.

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