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Si conclude il ciclo narrativo dei Distant con un secondo monolitico album Si conclude il ciclo narrativo dei Distant con un secondo monolitico album Hot

Si conclude il ciclo narrativo dei Distant con un secondo monolitico album

recensioni

gruppo
titolo
Aeons of Oblivion
etichetta
Unique Leader Records
Anno

PROVENIENZA: Olanda

GENERE: Deathcore/Downtempo

TRACKLIST:
01. Pandemonium
02. Hellmouth
03. Temple of Taglaroth
04. Aeons of Oblivion =OFFICIAL VIDEO=
05. Graveborn
06. The Offering
07. Oedipism
08. Dawn of Corruption
09. Cryogenesis
10. The Void
11. The Eternal Lament
12. Dusk of Anguish
13. Cyklus
14. Ravka =OFFICIAL VIDEO=
15. Vermillion Rivers
16. Hull of Crows
17. The Tyrannt's Covenant =OFFICIAL VIDEO=
18. Maledictus
19. Argent Debt (Bonus Track)

LINE-UP:
Alan Grnja - vocals
Nouri Yetgin - guitars
Vladimir Golic - guitars
Elmer Maurits - bass
Shainel Ramharakh - drums

opinioni autore

 
Si conclude il ciclo narrativo dei Distant con un secondo monolitico album 2021-06-13 16:15:24 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    13 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Torniamo a parlare ancora una volta degli olandesi Distant, in quello che ormai è un gradito appuntamento fisso. Questa volta però, dopo due ottimi EP, la band deathcore/downtempo conclude il suo ciclo narrativo partito con il primo album del 2019 "Tyrannotophia". Senza troppi giri di parole vi presento il secondo full-length di una delle band più iconiche ed uniche al mondo: "Aeons of Oblivion", licenziato, come ormai è da prassi, da Unique Leader Records.
Un disco contenente ben 19 tracce, 12 delle quali sono semplicemente quelle dei precedenti EP di cui ovviamente non tratteremo - trovate le relative recensioni su questo portale -. Verrebbe da chiedersi il motivo di tale scelta. Forse un modo per chiudere il ciclo narrativo e quindi riassumere tutto all'interno di un solo disco. Ma comunque, al di là delle congetture, restano all'attivo 7 brani inediti nei quali il quintetto va ad esplorare lidi fino ad ora solo abbozzati negli scorsi lavori e che nel disco di debutto erano totalmente assenti: gli innesti melodici. Inoltre c'è stato un ulteriore cambio di line-up: a sostituire Jan Mato alla batteria è subentrato Shainel Ramharakh, e poi la formazione si è alleggerita con l'abbandono della terza chitarra di Eise Smit. Quindi, a conti fatti, l'ex sestetto è ora diventato un quintetto. Ma state tranquilli, il marchio di fabbrica dei Distant è sempre lì e ben riconoscibile. Ma questa volta, come dicevamo, gli olandesi hanno deciso di osare di più addentrandosi in territori che sì hanno l'inconfondibile sapore Distant, ma che, al contempo, cercano di bussare alla porta del Deathcore melodico classico e a qualche vago rimando Djent. Una scelta che riflette la costante crescita della band, che dal 2019 ad oggi non si è mai fermata, ma che dall'altro mostra un andamento non ancora del tutto fluido. Se in precedenza la vena downtempo era predominante, adesso ci troviamo in una fase di intermezzo che cerca di far vedere - o, per meglio dire, sentire - il progressivo evolversi del sound dei Nostri. Scelta, o forse conseguenza, più che comprensibile quando si sperimenta qualcosa di nuovo. In generale "Aeons Of Oblivion" si dimostra un album devastante pieno di tutto il background del gruppo e con un'evidente voglia di spingersi oltre. Un esperimento ancora imperfetto ma che presenta una band poco avvezza ad adagiarsi sulla comfort zone. Di una cosa sono sicuro: in quello che fanno i Distant sono i migliori e i più iconici in assoluto. Attendo con trepidazione cosa avranno da dirci in futuro. Complimenti!

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