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Shade Of Memories, nulla di memorabile Shade Of Memories, nulla di memorabile Hot

Shade Of Memories, nulla di memorabile

recensioni

titolo
“Glaciers of tomorrow”
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Shield of the Triskelion
2. The fire burns
3. Theater of infinity
4. Fight for freedom
5. Down to the ground
6. Truth
7. The ultimatum
8. Winding maze
9. Arabian march prelude
10. Quicksand
11. Covenant of the tornado
12. Glaciers of tomorrow
13. The anvil
14. Borderlands to snowy heart

LINE-UP:
Jay Randall Pratt: Vocals, Guitars, Bass, Drums

opinioni autore

 
Shade Of Memories, nulla di memorabile 2021-06-14 10:41:53 Ninni Cangiano
voto 
 
1.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    14 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il progetto Shade Of Memories nasce nel 2013 per iniziativa del polistrumentista statunitense Jay Randall Pratt, ma solo a metà marzo del 2021 riesce ad autoprodursi il proprio debut album intitolato “Glaciers of tomorrow”, dotato anche di un discreto artwork. Da subito salta all’occhio la lunghezza della tracklist: ben 14 tracce per 70 minuti di lunghezza, un’infinità se il disco non fosse interessante… e purtroppo ci troviamo proprio davanti ad un disco poco interessante! Il power/prog del musicista statunitense non brilla né per particolarità, né per originalità e nemmeno si lascia ascoltare piacevolmente, troppi intermezzi/intro/outro (se ne contano 4, tutti facilmente evitabili), pezzi troppo lunghi e prolissi che non si fanno notare né per energia, né per brillantezza e nemmeno sono frizzanti. Non c’è una traccia, infatti, che rimanga impressa durante gli ascolti ed il pericolo di sbadigliare per la noia si affaccia pericolosamente già dopo pochi brani. A rovinare tutto poi ci pensa lo stesso Jay Randall Pratt quando inizia a cantare; la sua voce poco espressiva rasenta spesso la monotonia e non brilla in potenza, calore o versatilità. Sarebbe quindi meglio che l’artista statunitense in primis si metta a cercare un valido cantante e si dedichi agli strumenti e basta; tra l’altro, sarebbe anche auspicabile l’ingresso di un vero e proprio batterista, dato che l’uso di questo strumento non mi ha impressionato granché e servirebbe renderlo maggiormente protagonista e non solo mero accompagnamento. Oltre a ciò, bisognerebbe rivedere il songwriting per renderlo più snello e meno prolisso, più accattivante ed interessante. Dispiace sempre bocciare un lavoro, frutto di sacrifici e passione dei musicisti coinvolti, ma in questo “Glaciers of tomorrow” del progetto Shade Of Memories non riesco a trovare davvero nulla di positivo, oltre l'artwork...

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