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Un debutto più che buono per il trio Death/Doom russo Gosudar Un debutto più che buono per il trio Death/Doom russo Gosudar Hot

Un debutto più che buono per il trio Death/Doom russo Gosudar

recensioni

gruppo
titolo
Morbid Despotic Ritual
etichetta
Rotted Life Records
Anno

PROVENIENZA: Russia 

GENERE: Death/Doom Metal 

FFO: Spectral Voice, Mortiferum, Krypts, Rippikoulu, Disembowelment 

LINE UP: 
Vadim Ivanov - vocals, guitars 
Sergey Milenin - guitars, vocals 
Renat Kurmakaev - drums 

TRACKLIST: 
1. Demented Visions of the Infinite Power [04:59] 
2. Awakening of the Realm [05:44] 
3. Prophecy Embodiment [04:14] =ASCOLTA= 
4. Scripture of the Vile Testimony [04:32] 
5. Insurrection of Nephilim [06:59] 
6. Morbid Despotic Ritual [06:22] =ASCOLTA= 

Running time: 32:50 

opinioni autore

 
Un debutto più che buono per il trio Death/Doom russo Gosudar 2021-06-15 11:50:55 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    15 Giugno, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Abbiamo spesso visto recentemente come abbia ripreso piede un certo modo di intendere il Death - Death/Doom, grazie a gruppi come Spectral Voice, Mortiferum, Tomb Mold, tutte bands che hanno ripreso le pesantissime sonorità di gruppi quali Incantation ed Immolation piuttosto che, spostando l'obiettivo verso l'Europa, Krypts e Rippikoulu. Ai nomi fatti, non possiamo non aggiungere quello dei russi Gosudar, i quali arrivano alla pubblicazione - tramite l'americana Rotted Life Records - del primo full-length dopo un demo ed uno split con i Carcinoid. "Morbid Despotic Ritual" è quanto ci si aspetterebbe da una band che si muove nella scia di questa nuova ondata di gruppi Death/Doom: l'opera prima del trio moscovita è di una pesantezza inaudita: growl cavernoso alle cui spalle è costruita una muraglia sonora fatta di riff pesanti come macigni ed una sezione ritmica letteralmente monolitica; pur prediligendo un'andatura lenta, seppur pesante e caustica, i Gosudar dimostrano di saperci fare anche quando decidono di spingere sull'acceleratore, cosa che non avviene proprio spesso in questo lavoro, ma che riesce comunque a lasciare il segno, vedasi la violentissima parte finale di "Awakening of the Realm" ad esempio. Forse rispetto ai colleghi d'Oltreoceano i Gosudar hanno ancora qualche piccola cosa da limare qua e là, ma sono sottigliezze all'interno di un lavoro che può presentare bordate come l'opener "Demented Visions of the Infinite Power" e la monolitica "Insurrection of Nephilim".
Un debut album, questo "Morbid Despotic Ritual", che a nostro avviso supera molto agevolmente la semplice sufficienza e che saprà facilmente trovare i favori dei fans del genere. Da attenzionare nel futuro prossimo i Gosudar: potremmo presto essere ancor più piacevolmente colpiti dal trio russo.

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