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Gli On Atlas' Shoulders realizzano un disco che non dispiace Gli On Atlas' Shoulders realizzano un disco che non dispiace Hot

Gli On Atlas' Shoulders realizzano un disco che non dispiace

recensioni

titolo
"Hyperion"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. The Executioner
2. 5 billion years
3. Ruins
4. When heavens collide
5. Age of fire
6. To the wolves
7. Flight of the falcon
8. Interceptor, truth protector
9. Biohazard
10. Brothers in arms

LINE-UP:
Marius Bönisch - Vocals
Ben Chadwick - Guitar & Backing Vocals
Björn Anders - Guitar & Backing Vocals
Ben Chadwick - Bass
Leonard Pick - Drums

opinioni autore

 
Gli On Atlas' Shoulders realizzano un disco che non dispiace 2021-06-19 16:39:22 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    19 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 19 Giugno, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli On Atlas’ Shoulders sono una nuova band proveniente dalla Germania (Francoforte sul Meno), costituita nel 2018 e con all’attivo già un full-length autoprodotto nel 2020 (e sconosciuto al sottoscritto); a metà giugno 2021 è uscito il loro secondo album, intitolato “Hyperion”, composto da dieci tracce per quasi 40 minuti totali ed ancora una volta in autoproduzione. Il gruppo tedesco suona un piacevole heavy metal, con qualche tocco power ed un flavor epic; protagoniste nel sound sono le due chitarre di Ben Chadwick e Björn Anders, autori di piacevoli parti soliste, anche se un po’ di groove in più, specie nel riffing, non sarebbe stato male. C’è poi la voce acuta di Marius Bönisch, forse più adatta allo speed metal, difetta un po’ in potenza ma è sicuramente gradevole ed espressiva. Trattandosi di un’autoproduzione, non si può pretendere più di tanto dalla registrazione, ma forse un po’ di attenzione in più al basso (un po’ troppo sacrificato in sottofondo) ed alla batteria (non mi ha entusiasmato il suono in generale) per il futuro saranno necessarie. Come detto, l’album è composto da dieci pezzi, manca quella hit che ti fa saltare dalla sedia, ma l’ascolto è sempre piacevole e non vi sono brani noiosi o fillers di sorta; personalmente ho preferito “To the wolves” per il ritmo veloce e l’alternarsi di differenti atmosfere, ma si tratta meramente di gusti personali, dato che, come detto, bene o male tutti i brani si equivalgono ed hanno un buon livello qualitativo. “Hyperion” degli On Atlas’ Shoulders non passerà mai alla storia dell’heavy metal, ma è stato piacevole da ascoltare; provate a dargli una chance.

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