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I Desaster sono l'esempio concreto di garanzia e attitudine I Desaster sono l'esempio concreto di garanzia e attitudine Hot

I Desaster sono l'esempio concreto di garanzia e attitudine

recensioni

gruppo
titolo
Churches Without Saints
etichetta
Metal Blade Records
Anno

PROVENIENZA: Germania

GENERE: Black/Thrash Metal

TRACKLIST:
1. The Grace of Sin
2. Learn to Love the Void =ASCOLTA=
3. Failing Trinity
4. Exile Is Imminent
5. Churches Without Saints
6. Hellputa
7. Sadistic Salvation
8. Armed Architects of Annihilation
9. Primordial Obscurity
10. Endless Awakening =ASCOLTA=
11. Aus Asche

LINE-UP:
Infernal: Guitars
Sataniac: Vocals
Odin: Bass
Hont: Drums

opinioni autore

 
I Desaster sono l'esempio concreto di garanzia e attitudine 2021-06-23 14:23:06 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    23 Giugno, 2021
Ultimo aggiornamento: 23 Giugno, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ci hanno messo cinque anni i mitici Desaster per dare alla luce il qui presente e ferocissimo "Churches Without Saints", nono album per il quartetto tedesco che dal 1988 è sinonimo di garanzia, attitudine e potenza. Già, perché nonostante Infernal e soci non abbiano mai avuto quel bacino d'utenza che, al contrario, meriterebbero, la band è un vecchio colosso che da oltre trent'anni macina black/thrash a secchiate con una sola ed imprescindibile formula: pestare a sangue tutto ciò che gli si para davanti. Ed è esattamente ciò che accade in questa nuova fatica: un disco nettamente superiore al precedente del 2016 nel quale si avverte quel ritorno alle sonorità nude e crude old school rese ancor più maligne da una velata ma sempre ben presente vena melodica. Il risultato è quanto di meglio ci si possa aspettare da una band come i Desaster: 40 minuti in cui i Nostri sciorinano il loro miglior repertorio fatto di sonore bordate sulla faccia. Il tutto accompagnato dall'infernale e maligna voce di Sataniac, il quale sembra ergersi su un nero trono mentre dall'alto guarda compiaciuto le sue orde demoniache. E "demoniaco" è forse il miglior aggettivo per descrivere la musica proposta dai tedeschi. Non tanto per un discorso di ferocia dei riff, quanto per una certa attitudine che trapela in ogni traccia e che lascia intendere come queste sonorità siano il territorio indiscusso del quartetto; e guai a voler uscire dai canoni! Farlo decreterebbe la fine del gruppo, e noi non vogliamo minimamente che l'act di Koblenz si discosti da uno stile più che consolidato. Eppure in questo continuo bombardamento a tappeto fatto del più feroce e luciferino black/thrash si fa sempre ben sentire la firma inconfondibile di Infernal e soci. Un satanico marchio che sta lì, imperituro, a confermare ancora una volta quanto i Desaster siano ben lungi dal passare il testimone alle giovani leve. Forti della sferzata Sodom (soprattutto nella ferocissima e spettacolare "Hellputa"), conditi dalla malignità di Deströyer 666 e Nifelheim, questi vecchi leoni hanno impacchettato un gran disco pregno di tutta la maestria di chi vuole solo pistare e divertirsi a dovere. Garanzia, sicurezza e attitudine allo stato puro. Consigliatissimo!

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