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"Bloodtide Rising" e il symphonic death epicheggiante degli Xael "Bloodtide Rising" e il symphonic death epicheggiante degli Xael Hot

"Bloodtide Rising" e il symphonic death epicheggiante degli Xael

recensioni

gruppo
titolo
Bloodtide Rising
etichetta
Pavement Music
Anno

PROVENIENZA: North Carolina, U.S.A.

GENERE: Symphonic Death Metal

FFO: Septicflesh, Fleshgod Apocalypse, Wardruna, Nile, Cattle Decapitation, Dimmu Borgir

LINE UP: 
Joshua Niemeyer – Vocals
Daniel Presnell – Guitars
Chris Hathcock – Guitars, Clean vocals
Brad Parris – Bass ,vocals
Joshua “Nassaru” Ward – Drums, Keys, Vocals

TRACKLIST:
1. Suun Rai Aru (Passion Begets Ruin) [3:04]
2. As Decreed: The Law of Vuul Athmar [4:25]
3. The Waste of Dreadrift [5:19]
4. Srai – The Demon of Erring [6:24]
5. Dark World Mirrors [4:42]
6. Bloodtide Rising [3:48]
7. The Red Odyssey [2:07]
8. The Red Odyssey Part 2: The Temple of the Sky Eater [4:57]
9. The Odium and the Contrition [4:12]

Running time: 39:02

opinioni autore

 
"Bloodtide Rising" e il symphonic death epicheggiante degli Xael 2021-06-27 15:01:31 Oneiros
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Oneiros    27 Giugno, 2021
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Come la ricca sequenza di riferimenti musicali inserita in descrizione lascia intendere, dagli Xael c'è da aspettarsi un bel po' di epicità. Per nostra fortuna, non si tratta di vane promesse, perché il secondo album sulla lunga distanza della formazione statunitense — alla quale durante lo scorso anno si sono uniti il cantante Josha Niemeyer, il chitarrista Chris Hathcock (anche nei The Reticent) e, guarda caso, Brad Parris dei Nile in qualità di bassista e urlatore provetto — non delude.

"Bloodtide Rising" esce per Pavement Music e continua sulle coordinate fantasy/fantascientifiche in salsa symphonic death tracciate dalla band con il suo primo disco, "The Last Arbiter" (Test Your Metal Records, 2018). Non so se si tratti di un vero e proprio sequel, se di una trama ambientata nello stesso universo narrativo ma separata dagli eventi descritti tre anni fa o se, piuttosto, "Bloodtide Rising" sia uno svarione completamente nuovo; al netto di questo, il fatto che si tratti di un concept album si incastra alla perfezione con la volontà di suonare grossi ed epici degli Xael.

Dalla introduttiva "Suun Rai Aru (Passion Begets Ruin)" alla conclusiva "The Odium and the Contrition", gli Xael ci presentano una spirale evolutiva indubbiamente valida. I tamburi massicci, il cantato quasi ipnotico e le ritmiche tribali influenzate da Wardruna e Heilung preparano il terreno e infiammano gli animi per poi far posto a un death metal grosso e corpulento, nella vena — non c'erano dubbi su questo — dei Nile, addolciti per quanto possibile da alcune movenze sinfoniche tipiche dei Septicflesh o dei nostrani Fleshgod Apocalypse. Gli elementi acustici tipici dell'animo folk del progetto non si concentrano nell'intro o in "The Red Odyssey", ma si ritrovano sparsi anche qua e là a impreziosire gli estremismi distorti presenti nel resto della scaletta, come ad esempio nell'apertura di "The Waste of Dreadrift".

La commistione di tematiche fantastico-fantascientifiche e death sinfonico, come anticipato, produce giocoforza un risultato fortemente epico, ma va sottolineato come sia anche merito delle composizioni e degli arrangiamenti dei brani contenuti in "Bloodtide Rising" a fare la differenza. Certo, non siamo davanti a un album rivoluzionario, ma i nove pezzi proposti si difendono benissimo e compensano l'ovvio debito nei confronti di molte altre realtà ben affermate con idee talvolta molto azzeccate; in questo senso, cito a esclusione di equivoci l'elemento più riuscito del lotto, "Srai – The Demon of Erring", nella quale sembrano coesistere addirittura anche echi dei primi Epica.

Non so cosa riserverà il futuro agli Xael, ma sono molto curioso di scoprire dove andranno a parare, i Nostri. Non ho difficoltà a immaginarmeli in tour con gente di un certo spessore o sotto contratto con un'etichetta più grossa della Pavement, dopo questo "Bloodtide Rising".

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