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Attraverso la Terra Inanimata col debutto dei Felled Attraverso la Terra Inanimata col debutto dei Felled Hot

Attraverso la Terra Inanimata col debutto dei Felled

recensioni

gruppo
titolo
The Inanimate Earth
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: Eugene, Oregon, U.S.A.

GENERE: Folk/Black Metal

FFO: early Ulver, Agalloch, Saor, Primordial, Fen, Drudkh, Falls of Rauros, Windfaerer

LINE UP: 
Isamu Sato - Bass
Brighid Wagner - Violin, Viola, Backing Vocals
Jenn Grunigen - Drums, Vocals
Cavan Wagner - Vocals, Guitars

TRACKLIST:
1. Ember Dream [4:42]
2. Fire Season on the Outer Rim [7:25]
3. The Rite of Passage [8:16]
4. Sphagnum in the Hinterlands [10:58]
5. The Salt Binding [9:06] 

Running time: 40:27

opinioni autore

 
Attraverso la Terra Inanimata col debutto dei Felled 2021-07-05 14:45:10 Oneiros
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Oneiros    05 Luglio, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sul fronte del black metal farcito di elementi e atmosfere folcloristiche, gli Stati Uniti posso vantare un discreto numero di band veramente grosse come Agalloch, Windfaerer, Falls Of Rauros e Panopticon. È su questa strada già tracciata da altri che, con il loro primo album "The Inanimate Earth", cominciano il loro percorso i Felled. Non si tratta letteralmente di un vero e proprio inizio da zero, per la formazione dell'Oregon, però, perché per il quartetto di Eugene in realtà ha mosso i suoi primi passi all'inizio degli anni '10. Cavan Wagner e Jenn Grunigen hanno messo su i Moss Of Moonlight e pubblicato con quel nome un album e un EP; è stato solo nel 2014 che l'ex duo ha cessato l'attività e ha cambiato pelle, trasformandosi nell'attuale e più completa formazione il cui debutto — avvenuto sotto l'egida della Transcending Obscurity — discutiamo in questa sede.

Tra i principali rischi dell'infilare le mani nel calderone del folk black c'è ovviamente quello di risultare derivativi e poveri di originalità. Dal canto suo, "The Inanimate Earth" non teme i paragoni con gli album chiave del genere, in quanto per sua natura intrinsecamente legato a un approccio e a una visione delle cose sui generis, un po' come il cascadian per i Wolves In The Throne Room. Allo stesso tempo, sfortunatamente, il paragone coi WITTR mette in luce l'unico vero neo del debutto sulla lunga distanza dei Felled: la mancanza di intuizioni grandiose. Quest'anno ci troviamo a fare i conti con l'uscita di un altro disco su queste coordinate che, con molta probabilità, non sarà passato inosservato ai fan del genere, ovvero "...and Again into the Light" dei Panopticon, e a breve farà la sua comparsa anche "Primordial Arcana" della summenzionata creatura dei fratelli Weaver. In una scena simile, circondato da colleghi di così alta levatura, un album come "The Inanimate Earth" non ha chance di far gridare al capolavoro, purtroppo.

Le idee messe in gioco dai Felled, sia ben chiaro, non sono brutte o tanto meno tacciabili di essere derivative, ma le composizioni del quartetto mancano di quel quid tale da portare la band al famigerato livello successivo. I growl, le voci pulite, gli strumenti acustici tradizionali, le trame intricate e articolate, le atmosfere dense, i passaggi dai momenti di più ampio respiro ai riff in tremolo su blast serrati: le basi ci sono tutte, non c'è dubbio, eppure il "ma" resta amaramente in bocca alla fine di ogni ascolto.

Visto e considerato tutto, i Felled si meritano la promozione. Un giudizio nettamente più positivo che negativo dato coscientemente sulla fiducia: perché dopo quaranta minuti di "Inanimate Earth", è palpabile la prossimità del quartetto alla produzioni di grandi cose. Dita incrociate, che il futuro dei Felled non ci riservi brutte sorprese.

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