A+ A A-
 

Lost Symphony: un disco poco avvincente Lost Symphony: un disco poco avvincente

Lost Symphony: un disco poco avvincente

recensioni

titolo
"Chapter III"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Denial of anger (feat. Marty Friedman, David Ellefson, Jimi Bell, Matt LaPierre)
2. Bargaining depression (feat. Marty Friedman, David Ellefson, Joey Concepcion, Jimi Bell)
3. Acceptance (feat. Alex Skolnick, Angel Vivaldi, Richard Shaw)
4. Decomposing composers (feat. Jeff Loomis, Jimi Bell, Matt LaPierre, Joey Concepcion)
5. Take another piece (feat. Marty Friedman, Nuno Bettencourt, Alex Skolnick, Richard Shaw)
6. My last goodbye (feat. Oli Herbert, Matt LaPierre, Ryan Formato).

LINE-UP:
Benny Goodman (all instruments)
Brian Goodman (compositions, arrangement)
Cory Paza (bass, guitars)
Kelly Kereliuk (guitars)
Paul Lourenco (drums)
Siobhán Cronin (violin, viola, electric violin)

opinioni autore

 
Lost Symphony: un disco poco avvincente 2021-07-11 10:23:03 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    11 Luglio, 2021
Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono passati pochi mesi dall’uscita di “Chapter II” ed i fratelli Goodman con i loro Lost Symphony tornano a farsi sentire, continuando a seguire pedissequamente i Kaledon nei titoli, dato che questo nuovo disco si chiama, tanto per cambiare, “Chapter III”. Ed ancora una volta, tanto per cambiare, ci viene presentato un disco interamente strumentale con numerosi ospiti, anche di livello internazionale (Marty Friedman, David Ellefson, Alex Skolnick, Jeff Loomis, Nuno Bettencourt sono nomi di tutto rispetto!). Come sempre, l’ascolto di un disco interamente strumentale di metal sinfonico non è così immediato e semplice, bisogna quindi essere della giusta predisposizione mentale ed apprezzare questo genere di musica per non annoiarsi. Già, perché il problema principale di questo disco è proprio questo: dopo un po’ tende ad annoiare, soprattutto a causa di evidenti problemi nel songwriting. Tutte le canzoni, infatti, sembrano più che altro meri esercizi di tecnica strumentale ed hanno ben poco della struttura canzone; sembra quasi una gara a chi spara l’assolo più figo o più veloce e questo finisce inevitabilmente per far perdere il filo del brano e la pazienza nell’ascoltare tale ostentazione. Aggiungete durate infinite ed estrema prolissità e ridondanza per buona parte dei pezzi (il disco, diviso in sei tracce, dura oltre 3/4 d’ora) e capirete perché il giudizio finale non riesce ad essere positivo. E’ indubbio che ci troviamo davanti a gente che padroneggia i vari strumenti in maniera impeccabile, grazie ad una tecnica sopraffina e fuori dal comune, ma questo non basta, la musica deve comunicare, fare provare sensazioni positive e qui, purtroppo, a parte l’evidente passione, di positivo c’è ben poco. L’opener “Denial of anger” ricorda vagamente “Wuthering heights” (famoso pezzo coverizzato spesso nel mondo metal); “Decomposing composers”, come dice il titolo stesso, si rifà ai compositori classici (come in tanti altri hanno già fatto in passato) e mette in evidenza la bravura di Siobhán Cronin con i suoi strumenti, ma dura quasi 11 minuti e sinceramente avrebbe avuto un effetto migliore se fosse durata la metà. Per il resto, come detto, ostentazione di tecnica a profusione e poco altro che risulti interessante e coinvolgente. “Chapter III” dei Lost Symphony (tra l’altro dotato del consueto artwork non eccezionale) è riservato ad una ristrettissima nicchia di pubblico; personalmente non ho trovato nulla di avvincente ed ho sfiorato la noia molto spesso, come credo accadrebbe alla maggior parte dei metalheads appassionati di symphonic metal. E se i fratelli Goodman non cambieranno radicalmente il loro modo di comporre musica, temo che “Chapter IV” (sono pronto a scommettere che si chiamerà così il prossimo album!) raccoglierà ancora meno consensi di questo.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Gli Hexorcist ed un debut album che sembra arrivare dalla fine degli 80's
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Una prova matura al terzo album per i tedeschi Temple of Dread
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Rebellion si confermano su livelli qualitativi elevati
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Altra buona prova per i finlandesi Galvanizer
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sufficiente la prima prova su lunga distanza dei Necrogod
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli Space Chaser si meritano la sufficienza
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Innasanatorium, ennesimo esempio dell'incapacità del music business
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I Lasting Maze possono migliorare
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sin troppo breve il nuovo EP degli algerini Silent Obsession
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Unclesappa: melodie eteree a suon di Ambient & Rock.
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Una produzione a dir poco mediocre rovina il debut album dei Solus ex Inferis
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla