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Con un richiamo alla filosofia di Heidegger, i Fractal Universe tirano fuori il loro album più complesso Con un richiamo alla filosofia di Heidegger, i Fractal Universe tirano fuori il loro album più complesso Hot

Con un richiamo alla filosofia di Heidegger, i Fractal Universe tirano fuori il loro album più complesso

recensioni

titolo
The Impassable Horizon
etichetta
Metal Blade Records
Anno

PROVENIENZA: Francia

GENERE: Progressive Death Metal

TRACKLIST:
1. Autopoiseis
2. A Clockwork Expectation =OFFICAL VIDEO=
3. Interfering Spherical Scenes =OFFICIAL VIDEO=
4. Symmetrical Masquerade =ASCOLTA=
5. Falls Of The Earth
6. Withering Snowdrops
7. Black Sails Of Melancholia
8. A Cosmological Arch
9. Epitaph
10. Godless Machinits

LINE-UP:
Vince Wilquin - vocals, guitars, saxophone
Hugo Florimond - guitars
Valentin Pelletier - bass
Clément Denys - drums

opinioni autore

 
Con un richiamo alla filosofia di Heidegger, i Fractal Universe tirano fuori il loro album più complesso 2021-07-13 15:01:52 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    13 Luglio, 2021
Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I francesi Fractal Universe sono ormai una nostra vecchia conoscenza. Approdarono sul nostro portale nel 2017 e nel 2019 e fin da subito si intuì l'enorme potenziale del quartetto d'Oltralpe che in breve è diventato tra i nomi di punta nel panorama prog death. Tanta tecnica e, soprattutto, concept album da far impallidire chiunque: da "Così parlò Zarathustra" al qui presente terzo album "The Impassable Horizon" ispirato alla filosofia di Martin Heideger. In particolare il cosiddetto "esserci-per-la-morte", ossia la consapevolezza che l'uomo, di fronte all'angoscia si scontra con la morte, ma nel farlo egli si rende libero di fronte a tutti i suoi progetti. Un concetto arzigogolato, difficile, introverso e nichilista che si sposa perfettamente con la musica proposta dai Fractal Universe, i quali, possiamo dirlo, hanno raggiunto la piena maturità stilistica. Senza troppi giri di parole, questo "The Impassable Horizon" è il disco più completo e complesso dei Nostri e sicuramente tra i lavori prog death più interessanti degli ultimi anni. Non esiste nessun punto di riferimento all'interno della quasi ora di durata del capitolo. Eppure non ci si sente mai persi, come se qualcosa tenesse sempre e comunque gli occhi puntati verso un'unica direzione; segno, questo, che testimonia come la band francese abbia acquisito una certa maestria nel sapersi muovere in territori sempre più contorti. La musica che ne è scaturita è qualcosa che trascende la concezione del prog death a cui siamo abituati, seppur dei rimandi ai grandi nomi come Opeth, Cynic, Obscura, Beyond Creation e compagnia bella siano ben presenti. Ma qui c'è molto di più. Innesti jazz, sezioni con il sax, lunghe parentesi strumentali... perfino delle ritmiche che strizzano l'occhio ai Tool. Insomma Vince Wilquin e soci hanno imbastito un disco dinamico ed in continuo mutamento in cui la musica diventa davvero la protagonista, relegando di fatto la sezione canora ad un ruolo quasi di accompagnamento. Growl, scream e clean vocals si spalmano all'interno di un songwriting complesso ed articolato in cui le chitarre si lasciano andare senza freni inibitori. Non sai mai cosa aspettarti secondo dopo secondo. Ma nonostante l'album sia paragonabile al navigare in acque sconfinate senza punti di riferimento, non si avverte quel senso di smarrimento che potrebbe far sbadigliare. Chiaro: non è un ascolto facile e sbrigativo da affrontare distrattamente. Al contrario: quella imbastita dai Fractal Universe, a dispetto dei precedenti due album che, per quanto sublimi erano ancora acerbi, è una vera e propria esperienza sensoriale a 360 gradi, con tutto ciò che questo comporta. Un viaggio onirico che porta il concetto di progressive death oltre i confini. Chapeau!

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