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Una lunga attesa, ma ne è valsa la pena: secondo album per gli Ophidian I Una lunga attesa, ma ne è valsa la pena: secondo album per gli Ophidian I Hot

Una lunga attesa, ma ne è valsa la pena: secondo album per gli Ophidian I

recensioni

titolo
Desolate
etichetta
Season Of Mist
Anno

PROVENIENZA: Islanda 

GENERE: Technical/Progressive Death Metal 

FFO: Obscura, The Faceless, Arkaik, Gorod 

LINE UP: 
John Olgeirsson – vocals 
Daníel Máni Konráðsson - guitars 
Simon Thorolfsson - guitars 
Þórður Hermannsson - bass 
Ragnar Sverrisson - drums 

TRACKLIST: 
1. Diamonds [04:35] =VIDEO= 
2. Spiral to Oblivion [03:31] =VIDEO= 
3. Storm Aglow [04:11] =VIDEO= 
4. Unfurling the Crescent Moon [02:53] 
5. Sequential Descent [04:30] 
6. Captive Infinity [03:43] 
7. Enslaved in a Desolate Swarm [04:05] 
8. Dominion Eyes [03:12] 
9. Jupiter [04:00] 
10. Wither on the Vine [04:07] 

Running time: 38:47 

opinioni autore

 
Una lunga attesa, ma ne è valsa la pena: secondo album per gli Ophidian I 2021-07-16 19:03:35 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    16 Luglio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

E' stata lunga la gestazione di "Desolate", secondo album degli islandesi Ophidian I uscito per Season of Mist e che arriva a ben nove anni di distanza dal debut album "Solvet Saeclum". Insieme a Beneath e Cult of Mara, gli Ophidian I sembra ci tengano particolarmente a dimostrare che l'Islanda non è solo Black Metal atmosferico e glaciale; anzi grazie ad un tasso tecnico decisamente elevato ed un gusto decisamente buono per la melodia, questa seconda fatica del quintetto di Reykjavík si mostra sin dalle prime note dell'opener "Diamonds" per quello che è: uno dei lavori Tech-Death più interessanti dell'anno, e questo grazie anche ad influenze che spaziano dal Progressive Death "classico" di gruppi come Obscura e Gorod al Technical Death moderno dei The Faceless, senza che nemmeno una singola nota venga tralasciato il duro impatto che c'è alla base delle sonorità dei Nostri (in questo ricordano per certi versi i nostri Hour of Penance). La tripletta iniziale formata dai tre singoli "Diamonds" + "Spiral to Oblivion" + "Storm Aglow" è un buonissimo biglietto da visita per questa nuova fatica degli Ophidian I, ma è anche vero che è con il continuo della tracklist che ci si rende conto delle innate doti di scrittura ed esecuzione della band islandese che tra blast spietati, ottime melodie e groove pesantissimi riesce a mettere su una tracklist compatta e che scorre fluida tra una "Unfurling the Crescent Moon" ed una "Sequential Descent" - quest'ultima con qualche rimando ai folli Archspire - fino a "Wither on the Vine" che conclude in maniera più che buona l'album.
"Desolate" è un album che saprà accontentare sia gli amanti del Technical e Progressive Death odierno, sia chi predilige un sound vicino a quello tanto portato in auge da Unique Leader nei primi anni della scorsa decade. Tecnicamente ineccepibile e con una produzione potente e cristallina, "Desolate" degli Ophidian I lo si può definire come un ritorno decisamente molto, molto gradito.

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