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Sufficiente la prima prova su lunga distanza dei Necrogod Sufficiente la prima prova su lunga distanza dei Necrogod Hot

Sufficiente la prima prova su lunga distanza dei Necrogod

recensioni

gruppo
titolo
In Extremis
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia/Costa Rica 

GENERE: Death Metal 

FFO: Grave, Paganizer, Cannibal Corpse, Broken Hope, Bloodbath 

LINE UP: 
The Master Buthcer - vocals 
Rogga Johansson - guitars, bass, drum programming 

TRACKLIST: 
1. Bringers of Blasphemy [04:00] =ASCOLTA= 
2. In Mortal Confinement [03:36] =ASCOLTA= 
3. The Brutal Path (Straight to Hell) [03:51] 
4. Remain the Same Again [03:57] =ASCOLTA= 
5. The Obsessive and the Deranged [03:13] 
6. In the Reign of Gore [03:52] =ASCOLTA= 
7. When Madness Has Taken Control [04:19] 
8. Moribund [03:19] =ASCOLTA= 
9. Transcending to Persist [03:44] 

Running time: 33:51 

opinioni autore

 
Sufficiente la prima prova su lunga distanza dei Necrogod 2021-07-24 18:23:05 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    24 Luglio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Primo full-length - licenziato da Transcending Obscurity Records - per i Necrogod, duo svedese-costaricano che vede impegnato l'instancabile Rogga Johansson, che si occupa qui dell'intero comparto strumentale lasciando la voce a The Master Butcher dei Morbid Stench. Pur portando il proprio apporto in termini di old school Swedish Death, al contempo Necrogod è un progetto piuttosto diverso dai soliti (e tantissimi) del poliedrico artista svedese: l'approccio in questo "In Extremis" è più brutale rispetto a quanto siamo abituati a sentire da parte di Johansson, con influenze che, come detto, sì presentano tracce di Grave, Paganizer e Bloodbath, ma in cui è più 'pesante' l'ombra della scuola statunitense, con Cannibal Corpse e Broken Hope su tutti. Forse la produzione risulta un po' caotica, ma è innegabile come "In Extremis" presenti nella propria tracklist brani di buon impatto e di ottima presa: ci vengono in mente ad esempio "Remain the Same Again" - probabilmente quella che più tende a rimanere impressa -, "In Mortal Confinement" e "Moribund". Una mezz'ora buona di Death Metal a cavallo tra Stoccolma e Buffalo, in cui un granitico riffingwork tipico dello stile svedese si unisce alla compattezza e la brutalità dell'East Coast statunitense: risultato finale è un album come questo "In Extremis" che si ascolta tutto d'un fiato senza particolari cali di sorta, pur con un lotto di brani che alla lunga possono sembrare alquanto ripetitivi. Tirando le somme: una sufficienza piena per i Necrogod ed ascolto consigliato, che di spunti interessanti, ne siamo certi, ne troverete.

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