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I Rebellion si confermano su livelli qualitativi elevati I Rebellion si confermano su livelli qualitativi elevati Hot

I Rebellion si confermano su livelli qualitativi elevati

recensioni

gruppo
titolo
"We are the people"
etichetta
Massacre Records
Anno

TRACKLIST:
1. Voices of war
2. Risorgimento (Tear down the walls)
3. Liberté, égalité, fraternité
4. Sweet dreams
5. Vaterland
6. Verdun
7. Ashes to light
8. Gods of war
9. Shoa (It could have been me)
10. World war II
11. All in ruins
12. We are the people

LINE-UP
Michael Seifert - Vocals
Fabrizio Costantino - Guitars
Martin Giemza - Guitars
Thomas Göttlich - Bass
Sven Tost - Drums

Guests:
Uwe Lulis (Accept): All rhythm guitars and guitar solo on "World War II"
Simone Wenzel (I.AM.DIAMOND): Guitar solo on "World War II"

opinioni autore

 
I Rebellion si confermano su livelli qualitativi elevati 2021-07-25 07:43:22 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    25 Luglio, 2021
Ultimo aggiornamento: 25 Luglio, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ci sono gruppi, cosiddetti “di secondo piano”, che da sempre garantiscono un apporto al mondo metal di notevole qualità con la loro musica; fra questi vanno sicuramente annoverati i tedeschi Rebellion. Fondati 20 anni fa esatti dall’ex-bassista dei Grave Digger Thomas Göttlich assieme al singer Michael Seifert, nel corso del tempo hanno realizzato ben nove concept albums, fra i quali questo “We are the people” è l’ultimo, uscito in questi giorni come consuetudine su Massacre Records (etichetta con cui collaborano da ormai 18 anni). Ancora una volta i loro testi si ispirano alla storia europea; questa volta abbracciano un arco temporale che va dalla Rivoluzione Francese (con l’eccellente brano “Liberté, égalité, fraternité”) fino alla Seconda Guerra Mondiale (appunto “World war II”), in questo periodo si narrano storie di varie nazioni (fra cui la nostra Italia con l’ottima “Risorgimento” in cui ci sono anche parti di testo nella nostra lingua) evidenziando che i nazionalismi ed il razzismo hanno portato solo spargimenti di sangue; la speranza, racchiusa nella title-track, traccia conclusiva del disco, è che un Europa unita possa finalmente far scomparire questi problemi (pia illusione, a parere di chi scrive!). Come sempre, le musiche dei Rebellion sono strettamente connesse ai testi del concept ed anche questa volta abbiamo un power metal bello tosto e robusto, tipo di musica che per essere apprezzato a dovere necessita di essere sparato a volume bello alto per poter assaporare a dovere il groove delle chitarre, la pesantezza del basso e della batteria, nonché il vocione roco e cavernoso di Seifert che è semplicemente perfetto per questo genere di power metal! A seconda delle necessità, poi, ci sono anche piccole contaminazioni; molto azzeccate, ad esempio, il riffing da black metal delle chitarre in “Gods of war”, probabilmente il pezzo più duro della tracklist, stile che ritroviamo anche ogni tanto qua e là per il full-length. Il disco dura poco più di 54 minuti per dodici tracce, è registrato in maniera perfetta da Uwe Lulis (che ha anche suonato le chitarre in “World war II”) nei Black Solaris Studios, ha un piacevole artwork realizzato da Björn Gooßes e viene commercializzato anche in una limited edition in vinile. Con questo “We are the people” i Rebellion si confermano una band su cui ogni appassionato del power metal di scuola teutonica può contare ad occhi chiusi; un disco insomma davvero piacevole!

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