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Di Bianco Svestita: rude metallo barese Di Bianco Svestita: rude metallo barese Hot

Di Bianco Svestita: rude metallo barese

recensioni

titolo
Di Bianco Svestita
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Save the Saver
2. In what do you believe
3. Dibiancosvestita

LINE UP:
Joe D.M. - vocals, guitars
Gianni Terracciano - bass
Filippo Loria - drums

opinioni autore

 
Di Bianco Svestita: rude metallo barese 2021-07-28 17:57:25 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
4.5
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    28 Luglio, 2021
Ultimo aggiornamento: 29 Luglio, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Con immenso piacere mi accingo a recensire questa autoproduzione di una band di miei concittadini, dopo Cruentus e Another Cross. Di Bianco Svestita è un power-trio formatosi a Bari nel 2016 dedito ad un metal dinamico, di immediato impatto, che miscela sapientemente le inclinazioni più ruvide di Joe D.M., dal singing graffiante, a quelle più funky del bassista Gianni Terracciano, raccordate dal possente drumming di Filippo Lorìa. A tale ultimo proposito, di recente si è aggregato alla band (dopo il mancato ingresso di Francesco Germano) un potentissimo drummer neo-zelandese, Larry Patterson, reduce da una enorme esperienza come session man, che ho avuto il piacere di ammirare dal vivo: una vera bastia delle pelli, un terremoto umano!
La loro peculiarità è nell’utilizzo - sia pur parziale - della lingua italiana (a dispetto dei titoli delle tracce in inglese), e, si sa quanto avvalersi dell’italico idioma sia una opzione alquanto scivolosa; una strada raramente percorsa dalle formazioni metalliche del nostro beneamato stivale. Mi vengono in mente gli Strana Officina di Livorno, veri pionieri del metal nostrano (“Non sei normale”) oltre che del cantato in italiano. Ma anche allargando gli orizzonti alla intera scena rock, poche bands hanno scelto di “cantare come mangiano”: i Verdena, i Prozac+ ad esempio. Le tre tracce sono possenti, massicce, molto “catchy” senza essere mai commerciali, nel segno di un metallo asciutto, quintessenziale ma efficace; il tutto piuttosto ben prodotto. L’outtake di “Di Bianco Svestita” mi rammenta i Danko Jones più incattiviti, con doppia cassa sugli scudi, mentre nella rocciosa “Save the Saver” si staglia un assolo di assoluto rilievo e “In What Do You Believe” è un vero cazzotto in pieno stomaco in cui si evidenzia un notevole stacco di basso del buon Gianni con reminiscenze funky-jazz; il comune denominatore, è la voce al vetriolo di Joe D.M..
Pregevolissima autoproduzione, che auspico possa essere il viatico per una lunghissima serie di meritati successi per questa simpaticissima band.

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