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Attitudine e brutalità fanno del terzo album dei Craven Idol un gran disco Attitudine e brutalità fanno del terzo album dei Craven Idol un gran disco

Attitudine e brutalità fanno del terzo album dei Craven Idol un gran disco

recensioni

titolo
Forked Tongues
etichetta
Dark Descent Records
Anno

PROVENIENZA: UK

GENERE: Black/Thrash Metal

TRACKLIST:
1. Venomous Rites =ASCOLTA=
2. The Wrath Of Typhon
3. Iron Age Of Devastation
4. Even The Demons...
5. Forked Tongues
6. Deify The Stormgod =ASCOLTA=
7. The Gods Have Left Us For Dead

LINE-UP:
Sadistik Vrath - Vocals, Guitars
Suspiral - Bass, Vocals
Heretic Blades - Drums
Obscenitor - Guitars, Vocals

opinioni autore

 
Attitudine e brutalità fanno del terzo album dei Craven Idol un gran disco 2021-09-08 17:18:23 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    08 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 08 Settembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Fa sempre piacere constatare come un genere blasonato e fin troppo stereotipato come il Black/Thrash possa invece, di tanto in tanto, essere proposto sotto tutt'altra chiave. Tolti i grandi nomi, i quali spesso campano più di rendita o semplicemente sono arrivati prima ed ora sono "schiavi" dei loro stessi dettami, c'è chi, come i londinesi Craven Idol, ha ancora qualcosa da dire in merito con una musica molto personale che trascende gli stilemi più triti e ritriti. Nati nel 2005 e con all'attivo due album, i Nostri tornano far parlare di sé con la loro terza prova, il qui presente "Forked Tongues", licenziato da Dark Descent Records. Un disco che spiazzerà molti fan del Black/Thrash, soprattutto per coloro che amano quella frangia più "caciarona" rozza e feroce alla Nifelheim o Aura Noir per intenderci. Questo perché il quartetto, che già risultò più che interessante con il precedente lavoro "The Shackles of Mammon", ha saputo coniugare perfettamente la cattiveria e la brutalità del genere con un approccio personale e variegato, spazzando di fatto moltissimi stereotipi stilistici che altrimenti avrebbero relegato l'album a una delle fin troppe produzioni tutte uguali tra loro. Complice di ciò una certa attitudine e maestria nel saper dare una bella spolverata alla propria musica non disdegnando passaggi più melodici e ragionati. Per intenderci: i Craven Idol non si limitano a pestare ed investire tutto ciò che gli si para davanti; o meglio, lo fanno ma dando ampio spazio a dei momenti più elaborati e tecnici. Quello imbastito da Sadistik Vrath e soci è senza ombra di dubbio il miglior lavoro del quartetto londinese: la summa di quanto fatto di buono finora con l'aggiunta di un'evidente evoluzione stilistica che ha alzato notevolmente l'asticella della proposta. Il Metal che sgorga dal disco è furioso ma allo stesso tempo epico, poliedrico e intriso di una forza maligna che si concretizza in sette tracce elaborate e in grado di dare all'ascoltatore una sana dose di bordate. Vero fiore all'occhiello è certamente la coppia Vrath/Obscenitor alle asce. Se, infatti, da una parte abbiamo una sezione ritmica frenetica e caustica in grado di annichilire, è con i riff proposti che i Craven Idol si distinguono nettamente dalla proposta media. Costanti sferzate degli Slayer dei primi anni fanno da base ad un Black Metal ferino e tiranneggiante che rimanda molto ai Marduk passando per l'epicità satanica dei Naglfar e dei concittadini Lvcifyre fino a toccare i sempre graditi e classicissimi sentori alla Deströyer 666. Musicalmente parlando, dunque, la band risulta molto aperta ed in grado di pescare con cognizione di causa le soluzioni migliori per poi riassumerle in una struttura solida e personale. Non c'è da meravigliarsi se le tracce arrivino addirittura a 9 minuti di durata, come nel caso della conclusiva "The Gods Have Left Us for Dead", a detta nostra una delle migliori dell'interno lotto. Anzi, è proprio con il salire del minutaggio che i Nostri danno il meglio di sé, a testimonianza di come il gruppo sappia muoversi con attitudine e maestria proprio laddove è richiesta una maggiore attenzione alla varietà dei riff proposti. In sintesi, siamo di fronte alla prova tangibile dell'incontro tra la tradizione ferina e sanguinolenta del Black/Thrash con una struttura più moderna ed aperta alle recenti evoluzioni del genere. Detto ancora in altri termini: questo "Forked Tongues" piacerà a tutti, dal fan vecchio stampo all'amante delle evoluzioni e delle sorprese dietro l'angolo. Un centro pieno.

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