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I Mysterizer devono migliorare alcuni aspetti I Mysterizer devono migliorare alcuni aspetti

I Mysterizer devono migliorare alcuni aspetti

recensioni

titolo
"The holy war 1095"
etichetta
Rockshots Records
Anno

TRACKLIST:
1. Burn witch burn
2. King of Kings
3. Last stand hill
4. Virus C
5. Sin after sin
6. The fountain of immortals
7. Alea iacta est
8. Heroes
9. Dangerous game
10. The holy war 1095

LINE-UP:
Tomi Kurtti - vocals
Mike Hammer - guitars
Henri Hänninen - guitars
Ian Guidestone - bass
Joni Kylätie - drums
J. Palmroos - keyboards

opinioni autore

 
I Mysterizer devono migliorare alcuni aspetti 2021-09-08 17:18:32 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    08 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 08 Settembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Mysterizer arrivano dalla Finlandia e sono sulla scena da qualche anno; il loro primo album risale al 2019 ed ora, trovato un contratto con la Rockshots Records, pubblicano questo secondo lavoro, intitolato “The holy war 1095”, dotato di artwork non proprio esaltante e composto da dieci tracce per poco meno di 50 minuti di durata. Il loro sound è un Heavy/Power a cavallo tra la scena scandinava e quella intramontabile della NWOBHM; un qualcosa quindi di piacevole da ascoltare, quanto meno a livello meramente strumentale. Già perché il tallone d’Achille dei Mysterizer è la voce di Tomi Kurtti, in difficoltà sulle note più alte (dove a volte sembra stridulo e nasale) e poco espressivo nelle parti più basse (basta sentirlo in “Heroes” o “Virus C”, canzoni anche piacevoli, ma rovinate dalla sua prestazione). Ammetto di aver avuto delle difficoltà ad ascoltare e riascoltare più volte questo disco per fare correttamente questa recensione, proprio per la voce del singer che non mi ha convinto, né conquistato mai. E dispiace sinceramente, perché la musica dei Mysterizer, seppur non originale ed un po’ banale, in fin dei conti non dispiace da ascoltare; spunti validi ce ne sarebbero differenti, ma con un cantante simile diventa tutto più complicato. Mi rendo conto che non tutti possano essere come il compianto André Matos, ma sinceramente non so come non risultare troppo offensivo nei confronti della passione evidente e nell’impegno che il vocalist ci mette comunque nella sua prestazione. A livello di songwriting siamo su livelli accettabili, i pezzi sono efficaci e non si perdono in inutili prolissità ed amenità; è migliorabile la produzione (un po’ troppo bassa), ma siamo anche qui su standard sufficienti. Strumenti protagonisti nel sound sono le due chitarre, accompagnate egregiamente dalle tastiere e ben sorrette dalla sezione ritmica, con un batterista sempre frizzante ed un bassista che probabilmente avrebbe meritato un ruolo maggiormente da protagonista, relegato forse un po’ troppo in sottofondo dalla produzione. Partendo da canzoni piacevoli come l’opener “Burn witch burn”, o le frizzanti “Last stand hill” ed “Alea iacta est”, i Mysterizer dimostrano di avere tutte le carte in regola per migliorare in futuro, magari con un cantante migliore dell’attuale. Purtroppo passione ed impegno non bastano a questo “The holy war 1095” per raggiungere la sufficienza.

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