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Una buona commistione tra vecchia scuola e modernismi nel secondo album dei Replicant Una buona commistione tra vecchia scuola e modernismi nel secondo album dei Replicant

Una buona commistione tra vecchia scuola e modernismi nel secondo album dei Replicant

recensioni

gruppo
titolo
Malignant Reality
etichetta
Transcending Obscurity Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death Metal 

FFO: Demilich, Gorguts, Ulcerate, Revulsion, Chthe'ilist 

LINE UP: 
Mike Gonçalves - vocals, bass, guitars 
Pete Lloyd - guitars 
James Applegate - drums 

TRACKLIST: 
1. Caverns of Insipid Reflection [06:21] 
2. Relinquish the Self [03:31] =ASCOLTA= 
3. Excess Womb [03:32] =ASCOLTA= 
4. Death Curse [04:49] 
5. Coerced to Be [06:13] 
6. Rabid Future [03:18] 
7. Chassis of Deceit [04:56] =ASCOLTA= 
8. Dressed in Violence [03:10] 
9. Ektoskull [03:56] =VIDEO= 
10. The Ubiquity of Time [08:53] 

Running time: 48:49 

opinioni autore

 
Una buona commistione tra vecchia scuola e modernismi nel secondo album dei Replicant 2021-09-09 17:46:08 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    09 Settembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Debuttano su Transcending Obscurity Records gli americani Replicant con "Malignant Reality", secondo studio album per l'act statunitense a tre anni di distanza dal debutto "Negative Life". Band dalle tematiche nichiliste, quella qui in esame, con una certe negatività che pervade le liriche su di uno sfondo fatto di Death Metal moderno, ricco di groove, dissonanze e melodie, ma in cui non mancano passaggi più diretti e brutali (esempio a caso: la parte centrale di "Relinquish the Self"). Quello che abbiamo avanti non è insomma uno di quei gruppi Death Metal tout court a cui ormai ci siamo tanto abituati - specie con il proliferare di bands dedite ad uno stile cupo e pesante à la Incantation -; anzi, con le dovute differenze tra loro, possiamo accostare i Replicant per certi versi ai loro compagni di label Diskord: cambi di tempo e, in generale, stilistici sono all'ordine del giorno all'interno anche della stessa traccia, cosa che potrebbe anche essere in un certo qual modo straniante per l'ascoltatore. ma allo stesso tempo, anche affascinante: sfido chiunque ad ascoltare "Malignant Reality" per cercare di coglierne ogni singola sfumatura, anche, come dicevamo, all'interno della stessa canzone; con il picco di "follia" sonora che viene toccato senz'ombra di dubbio dall'ottima "Excess Womb", in cui abbiamo sì una buonissima priva dietro le pelli di James Applegate, ma anche e soprattutto un ottimo riffingwork opera di Pete Lloyd e di Mike Gonçalves, quest'ultimo anche cantante e bassista. E proprio a proposito di Gonçalves, giusto solo la sua prova canora presenta qualche luce ed ombra, ma questa cosa può benissimo esser dettata solo da preferenze personali di chi vi scrive verso un certo tipo di cantato.
Con una produzione pulita e potente che ben mette in risalto i suoni della band, "Malignant Reality" è un lavoro magari per certi versi strano (sort of...), ma anche un album che ci mostra una band come i Replicant che sa benissimo cosa fare con gli strumenti in mano e con un livello alquanto elevato di tasso tecnico. Non a tutti "Malignant Reality" piacerà al primo ascolto, ma concedetegli tempo per riuscire ad entrare in tutte le sue sfumature, ed allora sì che saprete apprezzarlo.

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