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"The Broken Seal" dei Lvcifyre: senza dubbio tra i dischi più violenti dell'anno "The Broken Seal" dei Lvcifyre: senza dubbio tra i dischi più violenti dell'anno

"The Broken Seal" dei Lvcifyre: senza dubbio tra i dischi più violenti dell'anno

recensioni

gruppo
titolo
The Broken Seal
etichetta
Norma Evangelium Diaboli / Dark Descent Records
Anno

PROVENIENZA: UK 

GENERE: Black/Death Metal 

FFO: Grave Miasma, Immolation, Morbid Angel, Teitanblood, Incantation, Angelcorpse 

LINE UP: 
T. Kaos - vocals, guitars 
Cvltvs - bass 
Menthor - drums 

TRACKLIST: 
1. Gods Await Us [04:39] =ASCOLTA= 
2. Tribe of Khem [03:15] 
3. Black Beneath the Sun [05:06] 
4. Headless Rite [04:26] 
5. The Broken Seal [05:19] =ASCOLTA= 
6. The Wolf of the Great Dark [04:27] 
7. The First Archon [05:07] 
8. Blood of Az [03:51] 
9. Black Mass [07:20] 

Running time: 43:30 

opinioni autore

 
"The Broken Seal" dei Lvcifyre: senza dubbio tra i dischi più violenti dell'anno 2021-09-09 18:31:14 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    09 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 09 Settembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

C'è fermento quest'anno, nel sottosuolo londinese. Un torrente magmatico che ha visto la sua prima esplosione verso la superficie con l'ultimo lavoro dei Grave Miasma, "Abyss of Wrathful Deities", e che vede una nuova eruzione ora, con il ritorno a due anni di distanza dall'EP "Sacrament" (e ben sette dall'album "Svn Eater") dei black/death metallers Lvcifyre con il loro nuovo di zecca "The Broken Seal", prodotto in Italia e licenziato in Europa da Norma Evangelium Diaboli e negli States da Dark Essence Records. Rispetto ai colleghi e concittadini, i Lvcifyre mettono al centro del proprio sound un Death Metal torbido quanto monolitico, che vede in Incantation, Immolation e Morbid angel le principali fonti d'ispirazione. Ma con il trio inglese non si tratta semplicemente di questo: i nostri mostrano ampiamente come siano capaci di virare verso certe sonorità Black Metal acide e taglienti, dando un senso di distorta melodia a quello che è un arrembante assalto all'arma bianca: basta anche la sola opening track "Gods Await Us", che arriva come un treno ad alta velocità dritto sul muso per restare letteralmente annichiliti dalla potenza, la ferocia e l'aura maligna dei Lvcifyre. E non che le altre siano da meno, a partire dalla colata lavica di riff che compongono "Tribe of Khem", accompagnati da un drumming costantemente lanciato a mille e su cui si stagliano le cavernose vocals di T. Kaos; con la seguente "Black Beneath the Sun" entriamo nei lidi del Black/Death polacco, potente quanto solenne, per quello che è probabilmente il miglior brano dell'intero lotto. La corsa assassina dei Lvcifyre prosegue senza sosta per fermarsi esclusivamente sulle note conclusive di "Black Mass", lasciandosi alle spalle una scia di sangue e violenza, desolazione e morte rimaste dopo il passaggio dell'esplosione magmatica che è questo "The Broken Seal". Qualcosa scorre, sotto il suolo londinese. Qualcosa che è destinato a non lasciare scampo, specie se a dare il metaforico colpo di grazia è una band come i Lvcifyre, che possiamo benissimo annotare tra le principali realtà dell'intera scena estrema britannica. Il sigillo è rotto: arrivano i demoni.

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