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Electronomicon: melodic metal assault Electronomicon: melodic metal assault Hot

Electronomicon: melodic metal assault

recensioni

titolo
The Age of Lies
etichetta
Elevate Records
Anno

TRACKLIST:
1. The Age of Lies (Intro)
2. I’m Still a Rebel
3. Trapped in Time
4. Welcome to my Life
5. Afterlife
6. Tempest
7. One Night
8. Emerald Forest
9. The Song of Hate
10. One Day
11. Venom
12. Gateway To A Galaxy Unknown (Outro)

LINE-UP:
Owen Bryant - Drums
Diego Valdez - Vocals
Diego Rodríguez - Bass
Alex Emerson - Guitars

opinioni autore

 
Electronomicon: melodic metal assault 2021-09-10 17:56:09 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
4.5
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    10 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Cosa può aver spinto, nel 2007, dei ragazzacci provenienti da Seattle, Washington, e Buenos Aires a formare una band di heavy metal non lo sapremo mai, ma meno male che lo hanno fatto! Il risultato è stato (dopo i vari demos di rito) l’esordio di “Chapter 1 - In the Beginning" nel 2009, cui hanno fatto seguito l’EP “Electro Nomicon” nel 2011 ed il secondo full-length “Unleashing the Shadows” datato 2013, per poi giungere a questa ultima fatica dedicata all’odierna era della menzogna.
La particolarità che mi è subito balzata all’occhio, nel leggere la tracklist, è stata la presenza di una intro (la title-track) ed una outro (“Gateway To A Galaxy Unknown”) strumentali (e fin qui, nulla di nuovo), ma anche di un pezzo strumentale esattamente a metà lavoro (“Tempest”). La seconda particolarità che mi ha colpito è stata la straordinaria somiglianza della voce di Diego Valdez con quella (nientepopòdimenoche) Ronnie James Dio! Praticamente un clone del mitico Padovano (vedi specialmente “Trapped in Time” ed in “Afterlife”)! Sta di fatto, che questo album sciorina del melodic metal di ragguardevole fattura lungo le ben 12 tracce (tra le quali le tre strumentali di cui sopra) ma senza mai scadere nel commerciale, mantenendosi dignitosamente hard’n’heavy. Una menzione a parte merita l’addetto alle sei corde, Alex Emerson, che risulta dotato di un repertorio di tutto rispetto anche negli immancabili assoli, con performance che (pur non facendo gridare al virtuosismo) si appalesano di assoluto spessore. Spessore che dimostrano i due della super-muscolare sezione ritmica, Diego Rodríguez alle quattro corde telluriche e Owen Bryant dietro le pelli a pestare come un esperto fabbro ferraio.
In definitiva, un full-length maturo, capace di martellare come pochi i padiglioni auricolari ma sapientemente.

P.S. Il disco è originariamente uscito nel 2019 come autoproduzione, per essere poi ristampato da Elevate Records nel 2021.

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