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Per questo secondo album degli Aeons erano piuttosto alte le aspettative, tuttavia non pienamente centrate. Per questo secondo album degli Aeons erano piuttosto alte le aspettative, tuttavia non pienamente centrate. Nuovo Hot

Per questo secondo album degli Aeons erano piuttosto alte le aspettative, tuttavia non pienamente centrate.

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titolo
Consequences
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Autoproduzione
Anno

Tracklist:
1. Rubicon
2. Hades and Persephone
3. Lighthouse
4. Blight
5. Thoughts of a Dying Astronaut
6. Bloodstains
7. Evelyn

Line-up:
Justin Wallace - drums
Skippy Hilton - vocals
Joe Holland - bass
Si Harvey - guitars, vocals
Scott Sayer - guitars, vocals

opinioni autore

 
Per questo secondo album degli Aeons erano piuttosto alte le aspettative, tuttavia non pienamente centrate. 2021-09-11 17:39:03 Virgilio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Virgilio    11 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 2021
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Gli Aeons si erano messi in evidenza con un buon album di debutto, "A Tragic End" del 2019: da molti accostati agli Opeth, si sono ritrovati in qualche modo con la pressione di realizzare un seguito di buon livello. Liberiamo però subito il campo da ingombranti paragoni: in questo nuovo "Consequences" certamente ci sono forti influenze della band di Akerfeldt, ma parliamo sostanzialmente di un gruppo differente. Il combo inglese, proveniente dall'isola di Man, fonda il proprio stile su una continua alternanza tra parti in growl aggressive, spesso dal sapore metalcore e ritornelli più soft, con il cantato pulito. C'è poi anche qualche eccezione, come nel caso di "Blight", tutta con voci clean e chitarre arpeggiate, nella quale vengono mantenuti comunque ritmi abbastanza veloci. Si cerca anche qualche velleità progressive, in particolare nella conclusiva "Evelyn", una traccia della durata di undici minuti e mezzo.
A conti fatti, "Consequences" è un disco onesto, nel quale la band cerca di far convivere le diverse anime del proprio stile, con buoni risultati (tra gli episodi migliori annoveriamo sicuramente "Thoughts of a Dying Astronaut"), ma senza neppure andare significativamente oltre la media, soprattutto senza però riuscire in realtà mai a sorprendere o a brillare per originalità, percorrendo schemi e sentieri ormai già ampiamente battuti. Alla fine, comunque, "Consequences" merita di avere la sua chance, a patto che ci si approcci ad esso senza aspettarsi necessariamente un capolavoro e sgombrando il campo da inopportuni paragoni.

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