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Costante l'evoluzione degli Aborted, che con "ManiaCult" fanno di nuovo centro pieno Costante l'evoluzione degli Aborted, che con "ManiaCult" fanno di nuovo centro pieno Nuovo

Costante l'evoluzione degli Aborted, che con "ManiaCult" fanno di nuovo centro pieno

recensioni

gruppo
titolo
ManiaCult
etichetta
Century Media Records
Anno

PROVENIENZA: Belgio 

GENERE: Death Metal/Grind 

LINE UP: 
Sven de Caluwé - vocals 
Ian Jekelis - guitars 
Stefano Franceschini - bass 
Ken Bedene - drums 

TRACKLIST: 
1. Verderf [02:57] 
2. ManiaCult [03:37] =VISUALIZER VIDEO= 
3. Impetus Odi [03:45] =VIDEO= 
4. Portal to Vacuity [04:40] 
5. Dementophobia [03:00] =VIDEO= 
6. A Vulgar Quagmire [03:17] 
7. Verbolgen [01:38] 
8. Ceremonial Ineptitude [03:53] 
9. Drag Me to Hell [05:03] =VISUALIZER VIDEO= 
10. Grotesque [03:53] 
11. I Prediletti: The Folly of the Gods [05:04] 

Running time: 40:47 

opinioni autore

 
Costante l'evoluzione degli Aborted, che con "ManiaCult" fanno di nuovo centro pieno 2021-09-14 10:50:08 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    14 Settembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono ormai lontanissimi gli esordi Grindcore degli Aborted, arrivati oggi con "ManiaCult" alla pubblicazione del loro undicesimo album. La band belga - anche se ormai potremmo definirla internazionale data la presenza di due americani ed un italiano in formazione - come sempre guidata dal mastodontico e carismatico vocalist Sven de Caluwé ha saputo evolversi e cambiare le proprie sonorità con i tempi ed i modi giusti; gli Aborted di oggi sono una nuova evoluzione di quelli che ascoltammo tre anni or sono nel fantastico "Terrorvision": pur rimanendo con le radici ben salde nel loro Death/Grind, i Nostri si sono definitivamente allontanati dalla matrice-Carcass che ha contraddistinto la prima parte della loro carriera; in "ManiaCult", infatti, prendono il sopravvento certe arie dal sapore Blackened, specie per quanto concerne il lavoro - ampiamente promosso - di Ian Jekelis, con melodie taglienti e gelide a fare il paio con passaggi dotati di un groove spacca collo che farebbe impazzire anche i fans delle sonorità Slam o -core. In generale, con uno Sven in forma smagliante e con un cantato a più ampio spettro, un Jekelis che guida la carica con un riffingwork costantemente protagonista dell'opera, ed una sezione ritmica formata dalla coppia Franceschini-Bedene che offre una prestazione mostruosa per potenza e precisione chirurgica, gli Aborted riescono a mettere sul piatto l'ennesimo lavoro superiore - e di molto - alla media già molto alta dei dischi Death Metal che costantemente escono. Un album, questo "ManiaCult", che, pur essendo nel complesso leggermente inferiore al proprio predecessore, riesce ad essere al contempo stilisticamente più completo: basti ascoltare le taglienti melodie che imperversano per il lavoro, piuttosto che il massacrante groove di "Dementophobia", le sferzate prettamente Black Metal di "Portal to Vacuity", fino ai passaggi Black/Death 'behemothiani' di "Impetus Odi", passando per bordate come "A Vulgar Quagmire", Drag Me to Hell" e la vetta di questo lavoro, "Ceremonial Ineptitude". Alzi la mano poi chi una ventina d'anni fa si sarebbe aspettato di sentire un intermezzo al pianoforte da parte degli Aborted ("Verbolgen"). Sven e soci sono oggi a pieno titolo uno dei nomi di punta del panorama Death Metal mondiale, senza se e senza ma; "ManiaCult" è l'ennesima conferma di come gli Aborted si siano evoluti nel corso del tempo e si siano in un certo qual modo adattati, senza snaturarsi o risultare stucchevoli. Poco da aggiungere, se non che per i tanti fans della mostruosa band belga, "ManiaCult" è l'ennesimo disco da prendere a scatola chiusa.

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