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Gli Inferi confezionano il disco della loro consacrazione Gli Inferi confezionano il disco della loro consacrazione Hot

Gli Inferi confezionano il disco della loro consacrazione

recensioni

gruppo
titolo
Vile Genesis
etichetta
The Artisan Era
Anno

PROVENIENZA: USA

GENERE: Technical/Melodic Death Metal

TRACKLIST:
1. No Gods But Our Flesh
2. Maelstrom Prison
3. Simian Hive =OFFICIAL VISUALIZER=
4. From Exile To Exaltation
5. Vile Genesis =OFFICIAL VIDEO=
6. Mesmeric Horror =OFFICIAL VIDEO=
7. Carving Thine Kingdom
8. Heirs Of The Descent

LINE-UP:
Malcolm Pugh - Guitars
Mike Low - Guitars, Orchestrations
Spencer Moore - Drums
Andrew Kim - Bass
Stevie Boiser - Vocals

opinioni autore

 
Gli Inferi confezionano il disco della loro consacrazione 2021-09-16 15:17:06 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    16 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 16 Settembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quella degli Inferi è stata ed è tutt'ora una carriera in continua crescita. Il quintetto di Nashville non si è mai adagiato su quanto fatto di buono di volta in volta preferendo invece un approccio musicale sempre più ricercato, stratificato e completo. Non è un caso, dunque, che i Nostri siano lentamente usciti da un bacino d'utenza prettamente americano ad un meritatissimo pubblico più internazionale. Votatissimi alle sonorità dei The Black Dahlia Murder, gli Inferi hanno convissuto con questa - chiamiamola così - etichetta per diverso tempo, raccogliendo molti estimatori da un lato ma altrettante critiche dall'altro. Situazione totalmente messa a tacere nel 2018, quando venne pubblicato quel capolavoro di "Revenant", il disco che disse al mondo interno "questi siamo noi, ca**o!" e pregno di tutta la maestria di una band che riuscì a creare una dimensione totalmente sua: un ferocissimo Melodic/Technical Death Metal pieno di orchestrazioni e perfetto sotto ogni punto di vista. Ma per i Nostri non era che l'inizio...
Con questa doverosa premessa vi presentiamo quello che, a detta di chi scrive ovviamente, è l'album della definitiva consacrazione. Il fiore all'occhiello che, sulla falsariga del precedente lavoro, ha definitivamente consacrato gli Inferi come una delle realtà mondiali di maggior rilievo. Ecco a voi, a soli tre anni di distanza dal predecessore, il colossale "Vile Genesis", sesto - se consideriamo una ristampa nel 2019 - full-length per Malcolm Pugh e soci e capolavoro massimo di tutta la carriera del quintetto. Un'impresa quasi impossibile da pensare, soprattutto dopo il grandioso lavoro svolto nel 2018; eppure la band è riuscita ad impennare ulteriormente la qualità della sua proposta.
Ora, prima di incorrere in erronei fraintendimenti, è bene precisare come questo "Vile Genesis" non si discosti dagli stilemi gettati da "Revenant". Semplicemente - si fa per dire - si tratta di un'ulteriore evoluzione e perfezionamento del sound proposto, a cominciare dal cambio di line-up che vede 3/5 dei componenti sostituiti, con tutto ciò che questo ha comportato. Tolto l'inossidabile mastermind Malcolm Pugh alla chitarra e orchestrazioni e Mike Low alla seconda ascia, le new entry sono: Stevie Boiser alla voce, Andrew Kim al basso e Spencer Moore alla batteria. Uno stravolgimento non di poco conto se consideriamo che abbiamo un nuovo vocalist ed una sezione ritmica differente. Eppure gli Inferi non hanno perso un briciolo della formula vincente; anzi: ci permettiamo di affermare come la nuova line-up abbia fatto impennare, e non di poco, la qualità compositiva dell'act americano. La voce di Stevie si attesta su una linea molto simile rispetto a quella di Sam Schneider, tuttavia risulta più corposa e meno influenzata dal cantato di Trevor Strnad dei TBDM. Ritmicamente parlando, poi, si nota come il duo batteria-basso spazi ancora di più, rendendo di fatto la componente tecnica ancora più percepibile. Addirittura è possibile trovare di tanto in tanto dei richiami al deathcore iper-tecnico dei Rings Of Saturn, soprattutto in alcune sezioni soliste dove vien data briglia sciolta all'inventiva.
Dicevamo prima come gli Inferi siano sempre stati accostati ai TBDM; impossibile affermare il contrario. Ma è proprio in questo "Vile Genesis" che i nostri prendono completamente le distanze da quegli stilemi. O meglio, è evidente come qui l'influenza sia stata relegata a dei sempre ben percepibili richiami quasi devozionali. A farla da padrona qui è un Melodic Death monolitico e molto più variegato e che questa volta non si limita a toccare, bensì ad assorbire al suo interno molti più influssi. A cominciare da un'attenzione maggiore alle orchestrazioni, sempre presenti ed in grado di dare quella nota elegante a tutta l'opera. Non di rado sentiremo l'influsso dei nostrani Fleshgod Apocalypse (vedasi "From Exile To Exaltation"), così come nella batteria di Spencer Moore, ancora più ispirata e variegata nelle soluzioni. Insomma, comunque la si voglia vedere, è chiaro come gli Inferi abbiano portato a compimento il loro percorso stilistico, senza tuttavia snaturare la loro anima, anche con una formazione nuova. Per l'act di Nashville si era prospettata davanti un'impresa titanica, ossia quella di dare un'ulteriore spinta alla sua proposta dopo "Revenant". Compito ampiamente portato a termine con il disco per eccellenza che ha definitivamente consacrato gli Inferi tra le band Tech-Melodeath migliori al mondo.

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