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La strada per l'apostasia è tracciata da Argesh La strada per l'apostasia è tracciata da Argesh Hot

La strada per l'apostasia è tracciata da Argesh

recensioni

gruppo
titolo
Excommunica
etichetta
Nero Corvino
Anno

Tracklist:
1. Abiura
2. Suffocate In Oxygen
3. Source Of Miracles
4. Praelatorum Pedophilia
5. Apocalypse 20.7-8-9
6. The Elohim’s Mark

Line-Up:
HHG - guitars, drums, vocals
Il Rakshasa - guitars
Nezer - guitars
Azghal - bass, orchestrations

Guests:
Michele Spallieri - vocals
Lucifero Fieri - vocals
Vama Marga - ocals
Chainerdog - vocals, guitars
Matteo Gresele - guitars

opinioni autore

 
La strada per l'apostasia è tracciata da Argesh 2021-09-18 23:15:58 Francesco Yggdrasill Fallico
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Francesco Yggdrasill Fallico    18 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 2021
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L’agnello e il caprone, il bianco ed il nero, la Luce e le Tenebre, chi va incontro a chi e cosa domina cosa?
Potrei fermarmi qui, visto ciò che traspare dalla front cover di questo debut album dei varesini Argesh, ma voglio che, liberi da ogni pregiudizio, vi fermiate ad ascoltare queste sei tracce di furioso Black Metal con influenze Death che, come anticipato, gioca continuamente su una dicotomia in maniera nient’altro che banale.
Concettualmente questo lavoro si muove su quella che è una delle forme di presa di coscienza considerata più estrema, ovvero l’apostasia, l’abbandono del credo religioso fino a quel momento professato e sapete quanto, in un Paese come il nostro, questo rappresenti un passo non indifferente nella vita del singolo individuo, se egli prende atto di essere approdato intelligentemente a questo tipo di scelta e non alla mera idea di “fa figo andare contro la Chiesa”. Proprio con la fase dell’Abiura si apre quest’opera che vede la presenza al microfono di tantissime voci che si intervallano tra loro, ancora una volta in questa dicotomia che dall’Uno porta al Molteplice e viceversa. Musicalmente il primo pezzo è una sorta di intro orchestrale che infonde, complice il recitato, un carattere maestoso per poi sfociare nella prima dichiarazione di intenti che ci porta ad affermare con chiarezza che troppe pecore codarde sono guidate da un pastore ormai prossimo a marcire e che quindi bisogna staccarsi da questo processo che non può che portare all’annientamento. Le citazioni bibliche presenti sono molteplici e basta leggere i titoli per aver chiaro riferimento a stralci dell’Apocalisse (o, se preferite, Rivelazione), ma, attenzione, non è una corsa all’esser blasfemi a tutti i costi, ma c’è un attento percorso filosofico-culturale! Le basi per un’ulteriore crescita ci sono tutte, a livello strumentale la band regala anche dei passaggi melodici e ben costruiti, complice un bell’amalgama creatosi negli anni e degli inserti orchestrali non eccessivi e ben spalmati lungo questi 30 minuti.
Per quanto mi riguarda, prova superata e ve li proporrò anche in radio e sono curioso di conoscere il vostro parere che potete già iniziare ad esprimere come commento a questa recensione.
“…we’re our own gods!!!”

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