A+ A A-
 

Peter H. Nilsson: un disco West Coast AOR davvero ispirato Peter H. Nilsson: un disco West Coast AOR davvero ispirato Hot

Peter H. Nilsson: un disco West Coast AOR davvero ispirato

recensioni

titolo
Sign Of Myself
etichetta
Aor Heaven
Anno

Line-up:
Peter H Nilsson – Guitars, Keyboards
Chris Biano – Vocals
Patrik Adiels – Bass
Darrel Nutt – Drums

Additional musicians:
Mafia Horns - "Blåsemaffian" on "Sign Of Myself"
Stig Espen Hundsnes – Trumpet
Sigurd Evensen – Trombone
Jörgen Lund Karlsen – Saxophones
Antonio Morales – Grand Piano on "Learning To Let Go", Keyboards on "Ships Burning In The Night" & "Time To Remember", keyboards on "Higher Ground"

Tracklist:
1. Higher Ground
2. Fire And Thunder
3. Time To Remember
4. Can’t Get Over You
5. Ships Burning In The Night
6. Sign Of Myself
7. Learning To Let Go
8. Breathe
9. Just Like That
10. The First Time
11. Can’t Come Down

opinioni autore

 
Peter H. Nilsson: un disco West Coast AOR davvero ispirato 2021-09-20 10:41:29 Celestial Dream
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Celestial Dream    20 Settembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 2021
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un lavoro elegante e ricco di melodie intense per Peter H. Nilsson, che con questo ritorno in pista, dopo il debutto ”Little American Dream” del 2019, mostra tutte le sue capacità compositive attraverso gli undici brani che compongono questo “Sign Of Myself”. Un disco che suona molto 80's e che segue le atmosfere classiche dell'Aor più ricercato, con un'impronta West Coast piuttosto evidente. La voce calda ed espressiva di Patrik è un bel biglietto da visita durante un ascolto ricco di sfaccettature; dalle percussioni che impreziosiscono la progressiva “Just Like That”, passando per l'impatto altamente zuccheroso di “Sign Of Myself” e la ballatona “Learning To Let Go”. “Fire And Thunder” è un'ispirata intro strumentale che si muove sulle note magiche della chitarra e apre la via alla delicata e soffice “Time To Remember” mentre il finale è segnato dalla spensierata “Don't Stop” e dall'altra lenta, la più classica “Can’t Come Down” .
Un disco da godersi in piena tranquillità, magari sorseggiando dopo cena un buon vino od una birra ad alta gradazione. Consigliato!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Cradle of Filth, se l'Esistenza è futile, questo album non lo è per niente!
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
I canadesi Ravenous ci regalano un power fresco e frizzante
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Col terzo album i Worm si confermano una band in costante crescita
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
U.D.O.: un monumento al Dio metallo
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Shadowland, Heavy dagli USA per nostalgici degli anni '80
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il debut album dei Catalyst Crime non è male, ma strappa solo la sufficienza
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

L'expanded edition del debut album dei Runescarred
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Trumbiten, un secondo EP che non dispiace
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Rage In My Eyes, ancora un lavoro di qualità superiore
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Si fanno decisamente notare gli Spiritual Deception grazie ad un buonissimo EP
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
My Haven: un debutto interessante per gli amanti delle female vocals
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gli Hrom e la leggenda di Powerheart
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla