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Ottima prova per i Cogas al loro debutto su lunga distanza Ottima prova per i Cogas al loro debutto su lunga distanza Hot

Ottima prova per i Cogas al loro debutto su lunga distanza

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Unconscious Sons of the Reptile God
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Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: UK 

GENERE: Black/Death Metal 

FFO: Behemoth, Mgła, Kriegsmaschine, Hate, Uada 

LINE UP: 
Piero Mura - vocals 
Davide Ambu - guitars 
Michal Popławski - bass 
Francis Ball - drums 

TRACKLIST: 
1. Mistress of the Damned [04:48] 
2. Unconscious Sons of the Reptile God [07:12] 
3. Sulfur [05:57] =ASCOLTA= 
4. A Dying Sun [05:15]
5. Coffin Mandatory [01:28] 
6. A Deceiving Light Through the Mist [04:37] 
7. Ettagramma [06:00] =ASCOLTA= 

Running time: 35:07 

opinioni autore

 
Ottima prova per i Cogas al loro debutto su lunga distanza 2021-09-21 17:21:31 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    21 Settembre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo aver rilasciato un paio di EP negli scorsi anni, arrivano alla pubblicazione - indipendente - del primo full length gli italo-inglesi Cogas, black/death metallers d'istanza a Londra con in formazione i sardi Piero Mura (voce) e Davide Ambu (chitarre). Il quartetto non pretende d'inventare nulla di nuovo, ma riesce comunque a mettere sul piatto un lavoro che saprà irretire chi è di bocca buona in quanto a Black/Death. Mettendo insieme in primis la carica esplosiva dei Behemoth del medio periodo e degli Hate con inserti melodi à la Uada e certe cupe atmosfere di cui sono maestri i Mgła, i Cogas riescono a fornire una prestazione quanto mai convincente lungo le sette tracce che compongono la tracklist di "Unconscious Sons of the Reptile God". Aiutati anche da una produzione che riteniamo perfetta per il genere - pulita, ma per nulla pomposa -, i Nostri si muovono tra ferali accelerazioni e momenti in un certo qual modo più "ragionati" con una fluidità che potrà fare invidia a molti, guidati a nostro avviso dal lavoro alle chitarre di Davide Ambu autore di una prestazione enorme, molto ben supportato da una sezione ritmica precisa nell'accompagnare perfettamente il riffingwork dell'artista italiano; e non è da meno Piero Mura dietro al microfono, grazie ad un'espressività vocale che risulta essere un'ennesima arma in più per i nostri, come possiamo sentire nei buonissimi due singoli "Sulfur" ed "Ettagramma", ma ancor più nella title-track, che essendo pure il brano più lungo del lotto è quello che maggiormente presenta tutti gli elementi di cui abbiamo parlato sinora.
Fa sinceramente strano che il debut album dei Cogas sia uscito in maniera indipendente: abbiamo recensito in passato gruppi molto meno meritevoli di loro d'avere un contratto, ma tant'è. Per gli amanti del Black/Death, consigliamo di appuntarsi il nome dei Cogas, il cui "Unconscious Sons of the Reptile God" è, da par nostro, ampiamente promosso.

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