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Un secondo album più maturo e vario per gli inglesi Cognizance Un secondo album più maturo e vario per gli inglesi Cognizance Hot

Un secondo album più maturo e vario per gli inglesi Cognizance

recensioni

titolo
Upheaval
etichetta
Prosthetic Records
Anno

PROVENIENZA: USA

GENERE: Technical Melodic Death/Deathcore

TRACKLIST:
1. Hymns
2. Drifting (R)evolution
3. Decaying Gods
4. Oneiric =OFFICIAL VIDEO=
5. The Mouth Which Cannot Speak
6. Forbidden Alchemy
7. Syntheticus I: Atrophy
8. Syntheticus II: Refuge =OFFICIAL VIDEO=
9. Fever Dream
10. Aeon Sickness

LINE-UP:
Alex Baillie - Guitars, Vocals
Henry Pryce - Vocals
David Diepold - Drums
Chris Binns - Bass
Paul Yage - Guitars

opinioni autore

 
Un secondo album più maturo e vario per gli inglesi Cognizance 2021-10-04 15:51:52 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    04 Ottobre, 2021
Ultimo aggiornamento: 04 Ottobre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ultimamente il Technical Death sta vivendo una vera e propria rinascita: tra gruppi storici e nuove leve, si ravvisa un'attenzione sicuramente maggiore verso questo genere. C'è chi si è dato al filone più melodico - The Black Dahlia Murder e Inferi -, chi a quello più arzigogolato e complesso - Obscura, First Fragment, Beyond Creation e compagnia bella - e chi, infine, ha provato ad inserire elementi -core. Tra questi ultimi non possiamo non ci tare i qui presenti Cognizance: band che dal 2012 ad oggi ha pubblicato diversi EP e singoli ed un solo album nel 2019 e che a due anni di distanza dal debutto torna in pompa magna con questo "Upheaval". Un disco che porta con sé due novità, di cui una è conseguenza dell'altra: l'ingresso di Paul Yage come seconda ascia ed un sound molto più stratificato e variegato. Il risultato, certamente lontano dal capolavoro, è un prodotto decisamente accattivante che, come dicevamo, mischia elementi tecnici e melodici ad una componente Deathcore. Se da un lato l'impostazione chirurgica e asciutta è rimasta, dall'altra parte abbiamo sicuramente una qualità compositiva nettamente maggiore e meno scolastica. Da qui si capisce come il nuovo arrivato abbia permesso all'ormai quintetto di ampliare lo spettro compositivo. Ed è soprattutto la melodia a farla da padrona qui, dato che essa, forte dell'esperienza dei The Black Dahlia Murder, è la struttura principale dalla quale poi si diramano le tracce. La componente tecnica è invece più ragionata e centellinata: certamente presente ed impossibile da non notare, ma comunque tenuta a bada onde evitare di strafare o comunque di uscire fuori carreggiata. Insomma, i Cognizance ci tengono a presentare al pubblico un disco equilibrato nel quale tutto ruota attorno ad una sinergia delicata che permette a ciascuna componente di emergere senza mai predominare. Perfino le sezioni maggiormente Deathcore tendono a rimanere relegate a qualche breakdown o a momenti che ricordano da vicino gli ultimi Whitechapel. Se volete un esempio lampante dell'ottimo salto di qualità fatto consigliamo caldamente le due tracce "Syntheticus I" e "Syntheticus II": la combo migliore dell'intero lotto proposto e certamente il momento più alto raggiunto in questo disco.
Certamente, come si ravvisava più su, non siamo di fronte al capolavoro, né tantomeno ad un album rivelazione. Tuttavia non si può dire che gli Upheaval non sappiano il fatto loro, perciò consigliamo caldamente l'ascolto.

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