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Un debutto molto interessante quello della Death/Doom band ungherese Rothadás Un debutto molto interessante quello della Death/Doom band ungherese Rothadás Hot

Un debutto molto interessante quello della Death/Doom band ungherese Rothadás

recensioni

gruppo
titolo
Kopár hant... az alvilág felé
etichetta
Me Saco un Ojo Records
Anno

PROVENIENZA: Ungheria 

GENERE: Death/Doom Metal 

FFO: Mortiferum, Rippikoulu, Bloodsoaked Necrovoid, Krypts, Disembowelment 

LINE UP: 
Lambert Lédeczy - vocals, drums 
Tibor Hanyi - bass, guitars 

TRACKLIST: 
1. Utolsó kenet [07:15] 
2. Koporsószeg [06:46] 
3. Sírkő [08:22] 
4. Kripta [08:59] 
5. Temető [10:27] 

Running time: 43:49 

opinioni autore

 
Un debutto molto interessante quello della Death/Doom band ungherese Rothadás 2021-10-09 16:56:03 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    09 Ottobre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Hanno debuttato nel 2019 con un demo omonimo licenziato dalla londinese Me Saco un Ojo Records gli ungheresi Rothadás, death/doom metallers che sempre per la label inglese tornano oggi con quello che è il loro primo full-length a titolo "Kopár hant... az alvilág felé". Disco molto atteso dagli amanti delle sonorità più cupe e spietate, sulla scia degli attuali "sovrani" del genere Mortiferum, oltre che nuove imponenti realtà come Bloodsoaked Necrovoid e Spectral Voice o vecchie glorie come Rippikoulu, Krypts e Disembowelment. Se insomma cercate melodie, avete sbagliato completamente indirizzo: il debut album del duo ungherese si presenta infatti con cinque megaliti di ciclopica durata - dai quasi 7 minuti di "Koporsószeg" ai 12 e mezzo della conclusiva "Temető", brani dall'incedere lentamente solenne e letteralmente pesanti come macigni: sono pochi infatti i momenti in cui i Rothadás spingono maggiormente sull'acceleratore (in "Utolsó kenet" o nella parte centrale di "Kripta"), prediligendo per l'appunto tempi più compassati ma quanto mai "cattivi" e minacciosi. Una spirale di violenza sonora che lentamente attira l'ascoltatore come una luce attrae una falena. Ma di luce qui non ce n'è: "Kopár hant... az alvilág felé" è un viaggio oscuro in cui la sensazione di claustrofobia si fa vieppiù pesante con il lento passare dei minuti.
Se come il sottoscritto siete in fremente attesa per l'uscita del nuovo album dei Mortiferum, per ingannare l'attesa con del materiale nuovo crediamo non ci sia niente di meglio di questo primo album targato Rothadás; la colata magmatica dei riff, l'incedere tellurico del drumming e le cavernose vocals di Lambert Lédeczy - a proposito, inutile cercare di capire cosa dice, a meno che non conosciate l'ungherese - fanno di "Kopár hant... az alvilág felé" un lavoro estremamente interessante.

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