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L'expanded edition del debut album dei Runescarred L'expanded edition del debut album dei Runescarred Hot

L'expanded edition del debut album dei Runescarred

recensioni

titolo
"The distant infinite" (Expanded edtion)
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Hexit
2. Inviting rivers
3. Minor progressions
4. Swallow your tail
5. Legionem eclipsem
6. Twisting flesh
7. This distant infinite
8. Sorrow is
9. Poison oasis
10. Mammoth
Bonus tracks “Acoustrements”:
11. Strawman
12. Scarecrow
13. A darker man
14. Twisting flesh
15. Madman across the water
16. Swallow your tail

LINE-UP:
Josh Robins – Bass
Payton Holekamp – Drums
Tim Driscoll – Guitars
Skunk Manhattan – Guitars
Ven Scott - Vocals

opinioni autore

 
L'expanded edition del debut album dei Runescarred 2021-10-17 17:27:03 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    17 Ottobre, 2021
Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 2021
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I Runescarred provengono da Austin in Texas, e sono attivi dal 2017; finora hanno realizzato un EP nel 2018 intitolato “We are” (a noi sconosciuto), una serie di singoli tra il 2018 ed il 2020 ed il debut album “The distant infinite”, autoprodotto ed uscito a febbraio 2020. Proprio di questo full-length parleremo in questa recensione, anzi per essere precisi esamineremo la sua “Expanded edition” rilasciata dalla band a fine settembre 2021, completata da sei tracce bonus interamente acustiche, come una sorta di EP a sé stante intitolato “Acoustrements”. Partiamo da quest’ultimo. Ci sono due rifacimenti di tracce presenti sull’album (“Twisting flesh” e “Swallow your tail”) e quattro inediti; in tutti i casi è musica interamente acustica (c’è anche il pianoforte), ben lontana dai lidi “metallici” a cui tutti noi siamo abituati; un qualcosa che o piace, oppure annoia. Personalmente propenderei per quest’ultima opzione (passi uno o al massimo due pezzi, ma sei tutti assieme sono abbastanza pesantucci da digerire!), ma si tratta come sempre di gusti personali ampiamente opinabili. Non ho trovato molto di interessante in questa proposta acustica e preferisco ampiamente la band nella sua versione consueta. Venendo ai dieci pezzi dell’album, è bene sapere che i Runescarred suonano un Power/Thrash accostabile in un certo senso alla proposta musicale degli Iced Earth, anche se lo stile canoro di Ven Scott è più sporco ed aggressivo dei vari singers che si sono avvicendati nella band di Jon Schaffer; a questo bisogna aggiungere qualche tocco prog qua e là che pone una netta distinzione dal gruppo della Florida. Le dieci tracce che compongono l’album hanno una durata totale di poco meno inferiore ai 3/4 d’ora e sono un assalto sonoro bello tosto (fanno eccezione la breve strumentale “This distant infinite” e “Sorrow is” che poteva essere interamente traslata tra le bonus acustiche). Non ci sono ballad o particolari concessioni alle romanticherie o a ritmiche blande, qui si picchia e lo si fa per bene dall’inizio alla fine! Il rischio che si corre in casi del genere, soprattutto se si ascolta distrattamente il disco, è quello di non trovare particolari differenze tra le varie tracce, pensando che alla fin fine si somiglino tra loro fin troppo. In realtà non è così, ma mi ci sono voluti diversi ed attenti ascolti per percepirlo, arrivando a preferire pezzi come “Minor progressions” (quasi Power/Prog per il suo incedere e con un grande Josh Robins al basso), o la già citata “Twisting flesh” (decisamente più affascinante e coinvolgente nella sua versione “elettrica”), come anche “Poison oasis” (forse la migliore in assoluto per via delle sue splendide parti strumentali). E’ comunque tutto il disco a convincere, grazie anche ad una produzione decisamente valida (ricordiamoci sempre che si tratta di autoproduzione!) ed ad un songwriting mai prolisso, ma sempre ben congegnato ed efficace. “The distant infinite” è un biglietto da visita più che valido per i Runescarred, gruppo dalle ottime potenzialità; aspettiamo adesso che qualcuno si accorga di loro.

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