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Mood autunnale e gelide atmosfere invernali: il debut album degli Extreme Cold Winter è perfetto per questo periodo Mood autunnale e gelide atmosfere invernali: il debut album degli Extreme Cold Winter è perfetto per questo periodo Hot

Mood autunnale e gelide atmosfere invernali: il debut album degli Extreme Cold Winter è perfetto per questo periodo

recensioni

titolo
World Exit
etichetta
Hammerheart Records
Anno

PROVENIENZA: Olanda 

GENERE: Death/Doom Metal 

FFO: Officium Triste, Winter, early Paradise Lost, Mourning Beloveth, Hooded Menace 

LINE UP: 
Pim Blankenstein - vocals 
A.J. van Drenth - guitars 
Hans Pieters - bass (session) 
Carsten Altena - keyboards (session) 
Seth van de Loo - drums 

TRACKLIST: 
1. Animals in Wintertime [07:05] =ASCOLTA= 
2. Time Space World [09:16] 
3. Permafrost Entombment [05:07] =ASCOLTA= 
4. The Sea Taketh [05:58] 
5. Pharmakia [08:14] 
6. Serpent's Seduction [06:13] 
7. Cursed Like Cain [08:46] 

Running time: 50:39 

opinioni autore

 
Mood autunnale e gelide atmosfere invernali: il debut album degli Extreme Cold Winter è perfetto per questo periodo 2021-10-20 14:02:14 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    20 Ottobre, 2021
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Possiamo dire che se la son presa comoda gli olandesi Extreme Cold Winter durante la loro carriera: formatisi nel 2009 rilasciano sei anni dopo, nel 105, il primo EP "Paradise Ends Here", per far passare poi altri sei anni ed arrivare oggi alla pubblicazione del primo full-length "World Exit", licenziato da Hammerheart Records. Tali tempi dilatati non devono stupire però, perché dietro questo pesantissimo progetto Death/Doom si celano tre veterani come Pim Blankenstein (Officium Triste) alla voce, A.J. van Drenth (Beast of Revelation, ex-Asphyx) alle chitarre e Seth van de Loo (Voodoo Gods, ex-Severe Torture) dietro le pelli, raggiunti in studio dai session Carsten Altena (The Monolith Deathcult) alle tastiere e dal produttore Hans Pieters al basso. Non certo ragazzini alle prime armi dunque, e si sente tutto in questo loro "World Exit", album letteralmente perfetto per questi primi freddi autunnali. Seguendo i dettami di quelli che furono i primissimi Paradise Lost, oltre che Winter e, ovviamente, Officium Triste, gli Extreme Cold Winter tirano fuori un album che, accompagnato da un bellissimo artwork dai colori che richiamano l'attuale stagione, nel suo lento e melancolico incedere - su cui si stagliano la cavernose growlin' vocals del Blankenstein - fa fuoriuscire dalle casse tutto il gelo dell'inverno centro/nord europeo. Dei labili spiragli di luce s'intravedono, ma sono fuoco di paglia all'interno di un viaggio ammantato di cupa oscurità, tra cieli plumbei e temperature estreme; un viaggio che prevede tre veri e propri highlight posti ad aprire il disco (la bellissima "Animals in Wintertime"), a far da spartiacque esattamente al centro della tracklist ("The Sea Taketh") ed in chiusura ("Cursed Like Cain"). Tre movimenti a sé stanti, tra punte di diamante all'interno di una tracklist che, nonostante la lunghezza tanto dei brani che quella totale, non offre nemmeno un momento per annoiarsi, trovando in trame sì poco intricate ma ricche di oscure sfumature il focus su cui concentrarsi, per lasciarsi affascinare di brano in brano fino ad arrivare alla conclusione.
E' molto probabile che sentiremo parlare di nuovo degli Extreme Cold Winter tra qualche anno, dobbiamo quindi in un certo senso accontentarci di questo loro primo full-length. E dato il livello qualitativo decisamente elevato dell'opera, non possiamo che deliziarci di questo disco che, come dicevamo, s'integra perfettamente al buio che prevale in questo periodo dell'anno ed alle temperature in rapida discesa.

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