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Airbus: un misto di generi interessante Airbus: un misto di generi interessante Hot

Airbus: un misto di generi interessante

recensioni

gruppo
titolo
"You"
etichetta
Spira Records
Anno

Line-up:
Nick Davidge – Vocals and Guitar
James Childs – Guitar and Backing Vocals
Simon Hedges – Bass
Chris Fielden – Drums

Tracklist:
1. Safer
2. I
3. If There’s an Angel
4. Alone Again
5. Thicker
6. You
7. Choke
8. Sometimes
9. Nothing’s for Free
10. Save Yourself
11. Get Away
12. Lazy
13. The Ghost

opinioni autore

 
Airbus: un misto di generi interessante 2021-10-21 16:28:33 Corrado Franceschini
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    21 Ottobre, 2021
Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 2021
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Gli Airbus si sono formati a Portishead (U.K.) nel 1988 e attualmente stanno componendo i brani che finiranno nel loro quarto CD dal titolo “Imperial Gunpowder”. Nel frattempo il quartetto ha deciso di ripescare tredici canzoni registrate nei primi anni novanta e le ha riversate nel CD “You”. Se il nome degli Airbus e quello del loro fondatore Nick Davidge (compositore e cantante N.d.A.) vi dicono poco o nulla, solletico la vostra curiosità dicendo che a completare la line up, oltre al bassista Simon Hedges, ci sono James Childs (ch) e Chris Fielden (bt) dei Little Villains, gruppo che ha visto coinvolto il compianto Phil Taylor dei Motorhead. ”You” è un disco abbastanza semplice per ciò che riguarda la stesura dei pezzi. La registrazione, avvenuta in presa diretta in un antico cottage chiamato “The Grange” dove vive Nick Davidge, è stata riversata su CD con un suono grezzo e genuino. Non è facile inquadrare il tipo di musica e le influenze che si trovano nelle diverse canzoni. A mio avviso si riscontra una fortissima e preponderante componente Grunge. Visto il periodo dell’incisione, successivo all’uscita di lavori come “Nevermind” dei Nirvana e dell’omonimo capolavoro dei Temple of The Dog, entrambi del 1991, il paragone ci sta tutto. Oltre al “fattore Seattle”, in alcuni pezzi, si respira un’aria di decadenza che rimanda a sigarette penzolanti dalle labbra e bottiglie di whisky mezze vuote poggiate sul tavolo di qualche bar di provincia. Come se non bastasse gli Airbus sono capaci di passare da melodie care ai Beatles unite al Beat Rock anni settanta, al ritmo dei Red Hot Chili Peppers più lenti e ciondolanti, fino ad arrivare all’Alternative “sporcato” dal Punk & Roll. Se pensate che tutti questi generi creino un gran caos vi sbagliate. Il tutto viene riversato su chi ascolta a piccole dosi e in brani diversi fra loro. La cosa difficile, semmai, è trovare un pubblico capace di apprezzare così tanta carne al fuoco in pochi minuti (poco più di 44 N.d.A). Non vi dico che siamo di fronte ad un capolavoro della musica, ma ascoltate “If There's an Angel” con i suoi intrecci di chitarre, e godete della sua miscela di generi suonati con passione. In alternativa potete puntare su un certo ipnotismo seventies alternato ai momenti più intimi e acustici di Kurt Cobain e soci rilasciato in “Nothing's For Free”. Se siete di quelli che vivono attimi di schizofrenia con fasi up and down provate a curarvi, o devastarvi del tutto, ascoltando la conclusiva “The Ghost”. Vista la maturità dei componenti della band e il tipo di proposta, “You” farà breccia negli ascoltatori più grandi di età. I più giovani, almeno quelli che vivono in maniera veloce e con grinta, faticheranno a capirlo.

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