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Si può riassumere il terzo album dei 1914 con una sola parola: CAPOLAVORO! Si può riassumere il terzo album dei 1914 con una sola parola: CAPOLAVORO! Hot

Si può riassumere il terzo album dei 1914 con una sola parola: CAPOLAVORO!

recensioni

gruppo
titolo
Where Fear and Weapons Meet
etichetta
Napalm Records
Anno

PROVENIENZA: Ucraina 

GENERE: Blackened Death/Doom Metal 

FFO: Sulphur Aeon, Bolt Thrower, Hail of Bullets, God Dethroned, Asphyx 

LINE UP: 
9. Westpreußisches Infanterie-Regiment Nr. 176, Hptm. Ditmar Kumarberg - vocals 
The 51st Highland Division, 1/9th Bn. 2Lt. Liam Fessen - guitars 
307th Infantry Regiment, Capt. Walter Wyhovsky - guitars 
Le 151e regiment d'infanterie, Cne. Armin d'Harcourt - bass 
K.K. Landwehr-Infanterieregiment Lemberg Nr.19, Obltn. Rostislaw Potoplacht - drums 

TRACKLIST: 
1. War In [01:11] 
2. FN .380 ACP#19074 [05:54] =ASCOLTA= 
3. Vimy Ridge (In Memory of Filip Konowal) [05:11] 
4. Pillars of Fire (The Battle of Messines) [07:04] =VIDEO= 
5. Don't Tread on Me (Harlem Hellfighters) [07:54] 
6. Coward (feat. Sasha Boole from Me and that Man) [02:55] 
7. ...And a Cross Now Marks His Place (feat. Nick Holmes from Paradise Lost & Bloodbath) [07:29] =ASCOLTA= 
8. Corps d'autos-canons-mitrailleuses (A.C.M) [07:54] 
9. Mit Gott für König und Vaterland [05:18] 
10. The Green Fields of France [10:57] 
11. War Out [01:40] 

Running time: 1:03:27 

opinioni autore

 
Si può riassumere il terzo album dei 1914 con una sola parola: CAPOLAVORO! 2021-10-22 14:00:57 Daniele Ogre
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    22 Ottobre, 2021
Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre, 2021
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Era il 28 giugno del 1914 quando a Sarajevo Gavrilo Princip esplodeva dei colpi d'arma da fuoco contro l'Arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie, causandone la morte che fu poi la più famosa "goccia che fa traboccare il vaso" della storia, portando il mondo nell'orrore della Prima Guerra Mondiale; Princip usò una FN M1910 calibro .380 ACP, numero seriale 19074: quella pistola diede dunque il via alla WWI, ed è con "FN .380 ACP#19074" che gli ucraini 1914 cominciano il loro nuovo viaggio attraverso quel preciso periodo storico in quello che è il loro terzo album, "Where Fear and Weapons Meet", debutto - almeno inedito - per Napalm Records, label che due anni fa ha ristampato il meraviglioso secondo album del quintetto di Lviv "The Blind Leading the Blind", disco con cui abbiamo fatto la nostra personale conoscenza con l'incredibile band ucraina. I 1914 erano dunque chiamati almeno a confermare le notevoli impressioni suscitate col precedente lavoro, ritrovandosi a farlo con quello che da tutti è considerato come il disco della definitiva consacrazione, il terzo. Ebbene, i Nostri non solo si sono confermati, ma sono riusciti nell'impresa quasi impossibile di regalarci un album persino superiore a "The Blind Leading the Blind": "Where Fear and Weapons Meet" è semplicemente un capolavoro, uno dei migliori album che una qualsiasi band abbia mai rilasciato negli ultimi anni. E non si sta affatto esagerando qui.
Dicevamo che, dopo l'intro "War In", i 1914 danno il via alla loro danza di morte ed orrore con "FN .380 ACP#19074", brano - di una bellezza smisurata, per inciso - che parla dell'attentato all'Arciduca d'Austria dal punto di vista dell'attentatore, per poi prenderci per mano e guidarci con estrema sapienza in quel turbolento periodo storico. A partire dal tributo "Vimy Ridge (In Memory of Filip Konowal)", dedicato alla memoria del soldato canadese/ucraino Filip Konowal, unico uomo nato nell'Est Europa a ricevere la Victoria Cross, per poi portarci subito dopo in quel di Mesen, in Belgio, durante la battaglia del giugno 1917 per la conquista delle alture di Messines tra tedeschi ed inglesi: "Pillars of Fire (The Battle of Messines)" è un titolo particolarmente azzeccato, visto che tramite una connessione tra mine fu provocata la più imponente esplosione pre-bombe atomiche. E così via, ripercorrendo di traccia in traccia eventi più o meno noti del primo conflitto mondiale attraverso un songwriting ispiratissimo ed estremamente maturo, in cui una certa marzialità derivante dalle influenze di gruppi come Bolt Thrower, Hail of Bullets ed Asphyx incontra una certa "teatralità" d'esecuzione: scorrendo man mano la tracklist si resta affascinati dalle atmosfere tragiche che ammantano ogni singola composizione dei 1914; il loro non è un "semplice" Blackened Death/Doom, nel senso che la musica è solo un tramite per le immagini che risaltano davanti agli occhi durante l'ascolto: le barbare uccisioni, il sangue, il fango delle trincee, il freddo, le esplosioni... tutto questo i 1914 riescono a trasportarlo grazie ai loro pezzi nella nostra mente, facendoci in qualche modo vivere l'annichilente orrore della Guerra. E soprattutto lo fanno con un album da cui, nonostante la durata che supera l'ora totale, non ci si riesce a staccare grazie a nove brani (più intro ed outro) semplicemente perfetti, tanto che risulta impresa estremamente ardua riuscire a trovarne uno che sia migliore degli altri. Potremmo citare "Coward", che vede la presenza come ospite dell'artista Folk ucraino Sasha Boole, o le luttuose cornamuse di "The Green Fields of France", o ancora il primo singolo presentato, ossia quel capolavoro di "...and a Cross Now Marks His Place", lettera di un comandante inglese alla madre di un suo soldato morto in battaglia ripresa pari pari e musicata, in cui troviamo come ospite una leggenda vivente come Nick Holmes (Paradise Lost, Bloodbath); sarebbe poi interessante sapere se tale lettera è un ritrovamento o se è pezzo scritto da loro, nel qual caso sarebbe ennesimo sintomo di come le capacità di scrittura dei 1914 siano elevatissime. Però poi dovremmo lasciare fuori pezzi come "Don't Tread on Me (Harlem Hellfighters)"? O anche "Mit Gott für König und Vaterland"? Semplicemente impossibile.
Riff estremamente taglienti ed una sezione ritmica di precisione chirurgica, l'interpretazione vocale di Ditmar Kumarberg così espressiva e teatrale, un uso perfetto delle orchestrazioni che vanno a rimarcare i momenti più tragici (ascoltatele in "Corps d'autos-canons-mitrailleuses (A.C.M)"), l'uso di sample d'audio dell'epoca... tutto di questo "Where Fear and Weapons Meet" c'immerge in maniera totale nei lividi scenari del periodo storico di cui i 1914 sono cantori. Rispetto al predecessore i toni sono più cupi, ma al contempo il comparto strumentale risulta più abrasivo: ciò rende la terza fatica dei 1914 un album intenso come pochi in cui sconforto e dolore sono letteralmente tangibili. In vent'anni che il sottoscritto recensisce dischi, le volte in cui un lavoro mi ha colpito in maniera intensa si contano sulle dita di una mano; "Where Fear and Weapons Meet" è sicuramente tra questi: un capolavoro di fascino inenarrabile che non solo finirà ad occhi chiusi nella mia personale Top10 di fine anno, ma va a prendersi di prepotenza il primo posto. Un capolavoro simile non può che essere il miglior disco del 2021.

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