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Il debut album dei Catalyst Crime non è male, ma strappa solo la sufficienza Il debut album dei Catalyst Crime non è male, ma strappa solo la sufficienza Hot

Il debut album dei Catalyst Crime non è male, ma strappa solo la sufficienza

recensioni

titolo
"Catalyst Crime"
etichetta
Massacre Records
Anno

TRACKLIST:
1. With only the sun as my witness (Intro)
2. Projection of my mind
3. Condemn me to chaos
4. Mother dearest
5. Twice upon a time
6. Cognitive dissonance (Feat. Jake E)
7. Break even
8. Chasing the ghost
9. Nowhere near dead yet
10. Without anesthesia
11. Not even once
12. One and counting (Outro)

LINE-UP:
Zoë Marie Federoff - Vocals
Christopher Zoupa - Guitars
Kaelen Sarakinis - Guitars
Matt Federoff - Bass
Jonah Weingarten - Keyboards
Gerit Lamm - Drums

Guests:
Jake E (CyHra, ex-Amaranthe): vocals on "Cognitive dissonance"
Bill Hudson (I Am Morbid, NorthTale): guitars on "Chasing the ghost"
Harri Hytönen (Hammerhed, Kalmah): guitars on "Mother dearest"
Micki Richter (Atrocity, Leaves' Eyes): guitars on "Cognitive dissonance"
Thorsten "Tosso" Bauer (Atrocity, Leaves' Eyes): guitars on "Condemn me to chaos"

opinioni autore

 
Il debut album dei Catalyst Crime non è male, ma strappa solo la sufficienza 2021-10-23 08:04:05 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    23 Ottobre, 2021
Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 2021
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I Catalyst Crime sono una band formatasi nel 2017 e composta da musicisti provenienti da diversi paesi; il batterista Gerit Lamm (anche negli Xandria) arriva dalla Germania, la bionda ed affascinante singer Zoë Marie Federoff e suo fratello, il bassista Matt, arrivano dall’Arizona negli USA, mentre il tastierista Jonah Weingarten (anche nei Pyramaze, tra le tante) è del Vermont sempre negli USA; il chitarrista Kaelen Sarakinis è canadese, l’altro chitarrista Christopher Zoupa (anche nei Teramaze) è australiano e, dopo aver registrato l’album, è stato sostituito dalla chitarrista statunitense Chëna Roxx. Il loro debut album omonimo ha avuto una produzione perfetta da parte del mitico Alexander Krull (dieci minuti di vergogna per chi non conosce questo mostro sacro del metal mondiale!), ha un artwork accattivante realizzato dall’artista Stefan Hellemann ed è composto da dodici pezzi per circa 50 minuti di durata, segno che anche il songwriting è ben fatto e non si perde in prolissità ed amenità varie, ma è efficace e conciso. Allora perché solo una sufficienza? E’ presto detto, il Female Fronted Melodic Symphonic Metal credo abbia ormai detto tutto o quasi ed i Catalyst Crime non fanno altro che ripetere pedissequamente la lezione impartita circa vent'anni fa dai vari Nightwish, After Forever, Epica e chi più ne ha, più ne metta! E’ tutto scontato, dalla voce eterea (a volte anche un po’ stucchevole, per essere sinceri) della bella cantante, al growling che compare ogni tanto come backing vocals (di cui non è noto l’autore); dai ritmi mai troppo sostenuti della batteria (a cui un po’ più di brillantezza non avrebbe guastato!), alle pompose parti strumentali (soprattutto delle tastiere). Scorrendo la tracklist e ripetendo gli ascolti si sa praticamente subito dove il singolo pezzo andrà a parare e non c’è nulla di sorprendente (manca la classica hit che ti fa saltare dalla sedia e che vale da sola l’acquisto del cd!) o che non abbiano già fatto in tanti altri gruppi negli ultimi vent'anni prima dei Catalyst Crime. Sia chiaro, questo disco e questa band non sono affatto male e, qualora si sia fans di questo specifico genere musicale, si rimarrà sicuramente soddisfatti, dato che è indubbio che questo Female Fronted Melodic Symphonic Metal sia ben costruito. Personalmente però comincio ad essere stanco di proposte fin troppo simili tra loro ed ho bisogno di qualcosa di più, sia a livello canoro (e la Federoff ogni tanto tira fuori un po’ di grinta e fa sentire qualche passaggio interessante!) che musicale; mi dispiace ma non mi riesce di concedere più di una sufficienza al debut album dei Catalyst Crime.

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