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Esordio per i Siren's Rain: non ci siamo! Esordio per i Siren's Rain: non ci siamo! Hot

Esordio per i Siren's Rain: non ci siamo!

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Rise Forth
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Tracklist:
1. Prologue
2. Keepers
3. Corporeal Chains
4. Rise Forth
5. Borderline
6. Pennies for the Ferryman
7. 13 Steps to Hell
8. Discarded Hope
9. Folk Metal Funk

Line up:

Ed Miller - guitars, vocals, nyckleharpa

Micahel Heaney - guitars, mandolin

William Beritich - bass, vocals

Scott Eugene Jones - drums

Rena Hellzinger - vocals, harp, percussions

opinioni autore

 
Esordio per i Siren's Rain: non ci siamo! 2021-11-10 19:35:15 ENZO PRENOTTO
voto 
 
2.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    10 Novembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 2021
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"Rise Forth" segna il debutto discografico degli americani Siren’s Rain, nati nel 2014 ed autori, fino ad ora, di un paio di EP. Il combo di Washington decide di ispirarsi alla scena metallica europea sia per quel che riguarda il lavoro melodico, sia per l’uso di diversi strumenti tradizionali della cultura nordica. Ovviamente ci si trova al cospetto di un album Folk Metal inasprito da una componente Black/Pagan e dalla combinazione fra voce maschile e femminile, che dona un mood quasi Symphonic Metal. Si immagini un ibrido fra Finntroll, Korpiklaani e Nightwish per avere un’idea più concreta, anche se non sono esattamente tutte rose e fiori, anzi.

Purtroppo i dolori arrivano in fretta e man mano che le tracce si susseguono si sentono delle preoccupanti carenze di idee. I suoni grezzi potrebbero anche dare una parvenza di “suoni d’altri tempi”, ma le screaming vocals fin troppo basilari, una componente Metal praticamente insipida ed in sottofondo, melodie folkeggianti da film fantasy di serie z ed una voce femminile davvero piatta, sono la goccia che fa strabordare il vaso. A peggiorare la situazione c’è un’abilità compositiva poverissima non solo di originalità, ma proprio di quella forza dirompente che farebbe apprezzare un disco troppo derivativo. Si scopiazza malamente l’aurea Thrash Metal oscura dei Finntroll (“Keepers” e “13 Steps to Hell”, che avrebbe anche dei buoni riff), la polka dei Korpiklaani (“Corporeal Chains”) e la complessità dei Nightwish, soprattutto nei suoni di chitarra (l’arabeggiante “Discarded Hope”). Il limite con il pacchiano viene pure superato in certi coretti pseudo Viking o nelle terribili percussioni marziali della finto-battagliera title-track “Rise Forth”. Semmai non bastasse ci pensano la staticità di “Borderline” e la caciarona “Folk Metal Funk” a ribadire i forti dubbi su come una proposta del genere possa funzionare, seppure ci sia un piccolissimo bagliore di speranza nei giri chitarristici d’assalto di “Pennies for the Ferryman”, che avrebbe il giusto groove rovinando poi tutto spegnendosi nella mediocrità. Dispiace essere così duri ma, al giorno d’oggi, serve qualcosa di più di qualche strumento Folk, voci femminili ed un aspetto estetico simil-fantasy per avere dei buoni risultati. Tecnica molto elementare, stile compositivo nemmeno nella media ed una sensazione colma di già sentito sono pecche che devono assolutamente essere migliorate se si vuole sperare in una possibilità.

Esordio stanco, con pochi mezzi ed altrettante poche idee. Si consiglia di mettersi duramente al lavoro e ripresentarsi con qualcosa di meglio.

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