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Un live che potrebbe aprire ad un futuro interessante: disco dal vivo per i CRΩHM! Un live che potrebbe aprire ad un futuro interessante: disco dal vivo per i CRΩHM! Hot

Un live che potrebbe aprire ad un futuro interessante: disco dal vivo per i CRΩHM!

recensioni

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Paindemic
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Anno

Tracklist:
1. Eternal Peace
2. Castles Of Sand
3. The Dark Side
4. Deep Blue
5. Restart
6. Insatiable (Acoustic Version)
7. Ride The Storm (I Am CRΩHM)
8. The Wash-Sin Machine
9. Failure In The System
10. Post Fata Resurgo
11. Run For Your Life
12. Mountains
13. Fire And Ice
14. Until You Disappear

Line up:
Sergio Fiorani - vocals
Claudio Zanchetta ‘Zac’ - guitars, vocals
Riccardo Taraglio ‘Rick’ - bass, vocals
Fabio Cannatà - drums
Flavia Simonetti - violin

Guests:
Fabio Rean aka Fungo - vocals
Sago - Dj

opinioni autore

 
Un live che potrebbe aprire ad un futuro interessante: disco dal vivo per i CRΩHM! 2021-11-10 19:45:52 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    10 Novembre, 2021
Ultimo aggiornamento: 10 Novembre, 2021
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Nel Metal italiano si scopre sempre qualche nuova chicca e stavolta tocca ai CRΩHM, ovvero il primo gruppo Heavy Metal della Valle d’Aosta ed è bene fare qualche veloce cenno storico. La band nasce nel lontano 1985 ma, come purtroppo molte altre, dopo circa tre anni ferma la sua attività per poi ricomparire moltissimi anni dopo - ben ventisei -, riunendosi per pubblicare il primo album datato 2015 con il titolo "Legend and Prophecy"; due anni dopo il gruppo si ripresenta con il secondo disco, "Humanity", per poi rimettersi in pausa fino all’attuale 2021, anno di uscita del recente "Paindemic", che non è esattamente un LP di musica originale, ma una registrazione live registrata (e trasmessa in streaming) presso il Teatro Splendor di Aosta il 1° maggio 2021, durante la serata “Les Hard Griots: narrazioni Metal e poetiche Rap sull’animo umano”. L’evento, scelto attraverso una Open Call insieme ad altri 10 fra 72 proposte artistiche, era inserito nella 37ª edizione della Saison Culturelle 2021 organizzata dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta. Tale registrazione è stata eseguita senza pubblico e solo successivamente sono state aggiunte le voci e gli applausi degli spettatori che hanno seguito lo streaming, compresi anche quelli che hanno assistito in differita.

Difficile poi descrivere la proposta della band, dato che ci si trova in perenne bilico fra il metallone anni ‘80 e svariate influenze moderne. Di base, il gruppo nostrano, viene sparato sull’ascoltatore un Heavy/Thrash Metal in cui si pone molto l’accento sul lavoro di basso, mentre la chitarra cerca sempre di amalgamarsi senza mai ergersi a protagonista (“Eternal Peace”) su tempi che variano spesso velocità fra cavalcate Heavy classico e serrati riffs Thrash Metal. Nonostante ci siano alti e bassi nella qualità dei suoni, la setlist è compatta e pienissima di dettagli, a cominciare dal violino di Flavia Simonetti che dona quel mood particolare ai brani (“Castles of Sand”), passando per sfumature gotiche vibranti ed intense (la versione acustica di “Insatiable”), attraversando contaminazioni rap (“Post Fata Resurgo”, unica traccia non composta dalla band ma dall’ospite Fabio Rean alias Fungo), arrivando a ricami roots americani (la bella semi ballad “Run for Your Life (The Escape)”), per poi esplodere celestialmente nelle suggestioni epiche di “Mountains”. Nel mezzo si trovano tanti dettagli, a volte non sempre riusciti, che risentono di una voce pulita priva di vigore e purtroppo innocua che non riesce a trasmettere forza come vorrebbe, abbassando molto il livello qualitativo dei brani. Altro punto altalenante è la costanza, che non è mai equilibrata e lo si sente specialmente nel nel livello compositivo in cui manca la scossa, il fuoco. In diversi casi la musica si allunga troppo e finisce con l’ammosciarsi (la già citata “Castle of Sand”, ma anche la cupa “The Dark Side”), perdendo grinta con il passare dei secondi per poi risollevarsi in maniera singhiozzante. Eppure ci sono brani decisamente buoni come il Grunge/Metal di “Deep Blue”, la serrata ed ottantiana “Ride the Storm (I Am CRΩHM)” o la sporca “Restart”, colma di velocità ed assolo fulminanti, ma non riescono ad imporsi del tutto. Allo stesso tempo però la band spara tre bombe, ovvero “The Wash-Sin Machine”, con il suo basso epico ed impetuoso, “Failure in the System”, a suon di thrash battagliero il basso sempre sugli scudi, rallentamenti devastanti con cori alla Exodus, e la micidiale “Fire and Ice”, con una sezione ritmica modello dinamite ed un approccio molto debitore dei Metallica degli anni ‘90.

Un live che da una parte mostra dei difetti ancora da sistemare, ma dall’altra mette in scena un gruppo solido che ha delle ottime potenzialità per fare dei bei numeri. Un bel biglietto da visita per fare conoscenza con il pubblico metallico.

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